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Un rapporto afferma che la ricerca collaborativa è in crescita

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  • CORDIS - NEWS 12/06/2008
  • INFORMAZIONE

È stato fatto un importante progresso nella collaborazione nel campo della ricerca da quando è partita l'iniziativa di Partenariato responsabile, una serie di linee guida per aiutare il trasferimento di conoscenza tra l'industria, le organizzazioni di ricerca e le università, e il mondo accademico. Questa è la principale conclusione a cui giunge un rapporto congiunto pubblicato da parti interessate provenienti dal mondo dell'industria e da quello accademico.

Lanciata nel 2004, l'iniziativa di Partenariato responsabile venne sviluppata da professionisti esperti nel campo della ricerca collaborativa dell'Associazione per la ricerca industriale europea (EIRMA), dell'Associazione Europea delle Organizzazioni di Ricerca e Tecnologia (EARTO), dell'Associazione delle università europee (EUA) e delle Organizzazioni per il trasferimento delle conoscenza (ProTon Europe).

L'iniziativa fornisce linee guida pratiche su come creare relazioni durature tra i protagonisti della ricerca, allineando gli interessi, stabilendo un chiaro intento e ottenendo un'efficace gestione della proprietà intellettuale. Mediante un portale web, le parti interessate possono attraversare tutte le fasi necessarie per creare una relazione, a partire dall'identificazione di obbiettivi comuni e dall'individuazione del giusto partner, alla creazione di accordi e alla gestione del progetto.

Il rapporto, che si basa sulle conclusioni di una recente conferenza, rivela che, come conseguenza dell'iniziativa, le strutture per la collaborazione si sono arricchite e ora coinvolgono una grande varietà di organizzazioni. Tra gli sviluppi importanti ci sono la creazione di numerose nuove iniziative collaborative tra università, aziende e istituti di ricerca e la presenza di schemi di trasferimento tecnologico nelle università.

Il concetto sviluppato nell'ambito dell'iniziativa di 'innovazione aperta' (in cui le risorse di ricerca interne ed esterne sono combinate) viene impiegato sempre di più anche nelle università e nel mondo industriale. 'Poiché le istituzioni e le aziende sviluppano le competenze per gestire la 'innovazione aperta', il valore dei partenariati strategici a lungo termine e della co-innovazione basata su fiducia e professionalità è ampiamente riconosciuto e viene posta maggiore enfasi su 'consegna e risultati', piuttosto che su questioni filosofoche,' fanno notare gli autori del rapporto.

Nel frattempo le discussioni sulla politica pubblica generalmente non trattano più argomenti come 'dovremmo incoraggiare questo approccio,' ma piuttosto 'come possiamo garantire che funzioni efficacemente' e 'quali prove abbiamo che la situazione stia funzionando come vorremmo?', si legge nel rapporto.

La sfida per l'Europa è quella di creare le condizioni che portino a un ciclo virtuoso di collaborazione produttiva su scala sufficiente. Tuttavia, il rapporto rivela che alcune delle barriere individuate in precedenza esistono ancora. Tra queste ci sono il processo incompleto per la creazione e l'implementazione delle buone pratiche e le opportunità non sfruttate per partenariati e scambi di conoscenza.

Altri ostacoli riportati sono la mancanza di supporto governativo alle collaborazioni produttive e di ricerca a lungo termine, e i sistemi di gestione istituzionali (oltre alla mentalità che questi sistemi possono inculcare) che non sono in grado di soddisfare le attuali richieste.

Il rapporto suggerisce che l'iniziativa di Partenariato responsabile potrebbe fornire una solida base per superare queste barriere, a condizione che abbia sufficiente visibilità e applicazione. L'iniziativa potrebbe anche fornire una solida base sulla quale sviluppare politiche e linee guida governative. Il rapporto conclude suggerendo una revisione del manuale dell'iniziativa allo scopo di chiarire delle ampie aree grigie riguardanti le pratiche sulla proprietà intellettuale e recenti cambiamenti alle regole sugli aiuti di Stato per la ricerca e lo sviluppo.

Fonte: Associazione delle università europee

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