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Giornata internazionale della donna 2018: l'emancipazione delle donne è importante per il futuro dell'Europa

News n.: 40966

Fonte: RAPID - COMMISSIONE EUROPEA del 08/03/2018

Tipo informazione: COMUNICATO STAMPA

La Commissione celebra la Giornata internazionale della donna con la pubblicazione della relazione 2018 sulla parità tra uomini e donne e con la presentazione di una relazione sulle donne nel settore della tecnologia. La strada da percorrere, però, è ancora lunga.

La Commissione ha agito per promuovere un cambiamento. Ha presentato una proposta per migliorare l'equilibrio tra vita professionale e privata per le famiglie che lavorano e un piano d'azione per contrastare il divario retributivo di genere e ha chiesto di porre fine alla violenza contro le donne attraverso finanziamenti e azioni di sensibilizzazione.

La relazione 2018 sulla parità di genere indica che in alcuni settori i progressi sono in fase di stallo: le donne si fanno ancora carico della maggior parte delle responsabilità di assistenza nelle famiglie, il divario retributivo di genere è fermo da anni al 16% e la violenza contro le donne resta un problema.

Dalla relazione emerge che ancor oggi le donne affrontano difficoltà in diversi settori:

  • sebbene siano più istruite degli uomini (il 44% delle donne tra i 30 e i 34 anni disponeva di una qualifica universitaria nel 2016 rispetto al 34% degli uomini), le donne europee sono ampiamente sottorappresentate nelle posizioni decisionali all'interno delle imprese e continuano a guadagnare in media il 16% in meno rispetto agli uomini in tutta l'UE;
  • anche in politica le donne non sono sufficientemente rappresentate. In sei paesi (Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Ungheria e Malta) le donne rappresentano meno del 20% dei membri del parlamento;
  • il divario di genere nel mondo del lavoro si è stabilizzato da qualche anno intorno agli 11 punti percentuali. Non è stato colmato in modo significativo il divario tra gli Stati membri più e meno virtuosi;
  • in media, il 44% degli europei pensa che le donne debbano occuparsi della casa e della famiglia. In un terzo degli Stati membri dell'UE almeno il 70% dei cittadini europei la pensa così;
  • la violenza è ancora troppo diffusa: in Europa una donna su tre ha subito violenza fisica e/o sessuale fin dai 15 anni di età. Inoltre, il 55% delle donne nell'UE ha subito molestie sessuali.


Emancipare le donne nell'era digitale

Entro il 2020 il settore tecnologico creerà 500 000 nuovi posti di lavoro. Sfortunatamente le donne europee, e con loro l'economia europea, potrebbero perdere tali opportunità. La partecipazione delle donne al settore digitale e delle TIC non è migliorata molto negli ultimi anni. La Commissione ha pubblicato oggi un ulteriore studio sulle donne nell'era digitale da cui emerge che, se un numero maggiore di donne fosse occupato nel settore del digitale, si potrebbe avere un aumento annuo del PIL pari a 16 miliardi di € nell'UE. Tuttavia, solo il 24,9% delle donne che accedono all'istruzione universitaria si laurea in discipline tecnologiche. Per quanto riguarda l'imprenditoria nel settore tecnologico, lo studio ha rilevato che le start-up di cui le donne sono proprietarie hanno maggiori probabilità di successo, ma solo il 14,8% di chi fonda una nuova impresa è rappresentato da donne.

Per aumentare la presenza delle donne nel settore digitale, oggi la Commissaria Gabriel ha illustrato alcuni piani miranti a promuovere modelli di riferimento nel settore informatico, combattere gli stereotipi, favorire le competenze e l'istruzione digitali e incentivare una maggiore presenza delle donne nell'imprenditoria. L'iniziativa a favore delle donne nel digitale sarà attuata nel 2018 e nel 2019.


Contesto

La parità tra donne e uomini è un valore fondamentale dell'Unione europea sancito nel trattato fin dall'inizio: il trattato di Roma conteneva infatti una disposizione sulla parità di retribuzione.

Il lavoro della Commissione sulle politiche a favore della parità di genere si basa sull'impegno strategico per la parità di genere 2016-2019, incentrato su cinque settori prioritari:

  • aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e pari indipendenza economica per donne e uomini;
  • riduzione del divario di genere in materia di retribuzioni, salari e pensioni e, di conseguenza, lotta contro la povertà delle donne;
  • promozione della parità tra donne e uomini nel processo decisionale;
  • lotta contro la violenza di genere e protezione e sostegno alle vittime e
  • promozione della parità di genere e dei diritti delle donne in tutto il mondo.

 

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