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Bilancio dell'UE: il programma InvestEU per sostenere l'occupazione, la crescita e l'innovazione in Europa

News n.: 41801

Fonte: RAPID - COMMISSIONE EUROPEA del 06/06/2018

Tipo informazione: COMUNICATO STAMPA

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027 la Commissione propone di istituire il programma InvestEU, che riunirà in un unico programma i finanziamenti dell'UE in forma di prestiti e di garanzie.

InvestEU accorperà il gran numero di programmi di finanziamento attualmente disponibili, rifacendosi al modello adottato per il piano di investimenti per l'Europa, il cosiddetto piano Juncker, che ha consentito di conseguire importanti risultati. Con InvestEU, la Commissione intende rilanciare l'occupazione, gli investimenti e l'innovazione.

Il nuovo programma sarà composto dal Fondo InvestEU, dal polo di consulenza InvestEU e dal portale InvestEU.

1. Fondo InvestEU
Mettendo a frutto il successo del piano Juncker, il Fondo InvestEU continuerà a mobilitare gli investimenti pubblici e privati nell'UE, per contribuire a rimediare alla carenza di investimenti, ancora consistente, in Europa.

2. Polo di consulenza InvestEU
Sulla scia del modello del polo europeo di consulenza sugli investimenti del piano per gli investimenti, il polo di consulenza InvestEU integrerà i 13 diversi servizi di consulenza disponibili in uno sportello unico di assistenza allo sviluppo dei progetti. Esso fornirà supporto tecnico e assistenza per contribuire alla preparazione, allo sviluppo, alla strutturazione e all'attuazione di progetti, con particolare riguardo allo sviluppo delle capacità.

3. Portale dei progetti di investimento europei
Nel quadro del programma InvestEU continuerà ad operare il portale dei progetti di investimento europei del piano di investimenti, che dà visibilità ai progetti di investimento in tutta l'UE. Il portale riunirà gli investitori e i promotori di progetti, fornendo una base di dati facilmente accessibile e di facile utilizzo, conferendo maggiore visibilità ai progetti e consentendo agli investitori di trovare opportunità di investimento nel settore o nel luogo di loro interesse.

Le riforme strutturali restano essenziali
Da soli i finanziamenti dell'UE non sono sufficienti per risolvere il problema del basso livello di investimenti in Europa. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare tutto il sostegno offerto per rimuovere gli ostacoli nazionali agli investimenti e migliorare il contesto imprenditoriale nel loro paese, in particolare attraverso l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. Il 31 maggio la Commissione ha proposto la creazione di un programma di sostegno alle riforme, che consentirà di sostenere le riforme prioritarie in tutti gli Stati membri dell'UE, con un bilancio complessivo di 25 miliardi di €. Oltre al sostegno finanziario alle riforme, questo nuovo programma prevede anche l'assistenza tecnica e la consulenza.


Prossime tappe
Un accordo in tempi brevi sul bilancio complessivo a lungo termine dell'UE e sulle relative proposte settoriali è fondamentale per assicurare che i fondi dell'UE consentano di ottenere risultati concreti il prima possibile. In caso di ritardi perdurerebbe il basso livello di investimenti pubblici e privati nell'UE, il che avrebbe conseguenze tangibili sulla crescita e l'occupazione negli Stati membri.

Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione agevole tra il vigente bilancio a lungo termine (2014-2020) e il nuovo bilancio, assicurando la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Contesto
Dal lancio del piano Juncker sono migliorate le condizioni di investimento in Europa, grazie alle riforme strutturali realizzate dagli Stati membri, ad una situazione economica più favorevole e a interventi come il FEIS. Tuttavia, c'è ancora una notevole carenza di investimenti in Europa:

  • gli investimenti in attività che presentano un maggiore rischio, come la ricerca e l'innovazione, sono ancora inadeguati, con conseguenze dannose per la competitività economica e industriale dell'Unione e per la qualità della vita dei suoi cittadini;
  • nell'UE gli investimenti infrastrutturali sono stati pari all'1,8% del PIL dell'UE nel 2016, rispetto al 2,2% nel 2009;
  • inoltre, dobbiamo soddisfare il fabbisogno di investimenti strutturali dell'UE per far fronte allo sviluppo tecnologico e alla competitività a livello mondiale, anche per quanto riguarda l'innovazione, le competenze, le infrastrutture, le piccole e medie imprese, e alla necessità di affrontare le principali sfide sociali, quali la sostenibilità e l'invecchiamento della popolazione.

Il piano di investimenti per l'Europa, il cosiddetto piano Juncker, è stato lanciato nel novembre 2014, per invertire il calo tendenziale dei livelli già bassi degli investimenti e per riportare l'Europa sulla via della ripresa economica. Secondo le previsioni, le operazioni approvate nell'ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici del piano Juncker dovrebbero generare, al maggio 2018, 287 miliardi di € di investimenti. Circa 635 000 piccole e medie imprese dovrebbero beneficiare di un migliore accesso ai finanziamenti.

Il 12 dicembre 2017 il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno raggiunto un accordo sul regolamento per rafforzare il FEIS e per estendere l'obiettivo di investimento a 500 miliardi di € entro la fine del 2020. Il regolamento FEIS 2.0 è entrato in vigore il 30 dicembre 2017.

Il documento di riflessione della Commissione sul futuro delle finanze dell'UE del 28 giugno 2017 ha evidenziato la necessità di “fare di più con meno” e di sfruttare al meglio il bilancio dell'UE in tempi di restrizioni di bilancio.

La valutazione indipendente del FEIS, pubblicata nel giugno 2018, conclude che la garanzia dell'UE è un modo efficace per la BEI di aumentare il volume delle operazioni più rischiose, oltre a richiede meno risorse di bilancio rispetto agli strumenti finanziari. Essa sottolinea anche la necessità di continuare a migliorare l'accesso ai finanziamenti per favorire l'innovazione, nonché di rafforzare le sinergie con altri programmi di finanziamento dell'UE.

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