• Condividi su Facebook

Sinergie comuni tra diverse poltiche e programmi. Workshop APRE /CNR - Bruxelles 5 Dicembre 2012

  • 28361
  • APRE 13/12/2012
  • MATERIALE EVENTI

Gli obiettivi per "Europe 2020" richiedono ai Paesi del vecchio continente ed in particolare all'Italia lo sforzo di ridurre il debito pubblico e di approvare delle riforme strutturali che segnino il passaggio da un modello economico basato sulla quantità ad uno basato sulla qualità. E' con queste parole che il Presidente dell'Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Ezio Andreta avvia i lavori del Workshop tenutosi presso la Regione Lombardia lo scorso 5 Dicembre 2012 a Bruxelles sul tema: "A Common Strategic Framework: bridging between EU-National-Regional policies and programmes for Research & Innovation, Economic Development and Territorial Cohesion".

L'obbiettivo del workshop, a cui hanno partecipato Commissione Europea, Parlamento, delegazioni regionali, enti di ricerca e rappresentative del mondo dell'impresa, è stato di analizzare il concetto di sinergia tra politiche e programmi per la ricerca e l'innovazione, prevedendo potenziali strumenti di "bridging", fermo restando l'attuale sistema normativo europeo.

Il Presidente APRE, nei suoi introductory remarks, ha focalizzato l'attenzione su quelli che sono i limiti normativi alla realizzazione di sinergie tra fondi comunitari con finalità e disciplina diversa. In particolare ha fatto menzione del limite legale dell'utilizzo sinergico di fondi di cui all'articolo 129 del Regolamento Finanziario UE.

All'incontro è altresì intervenuto il Direttore Octavi Quintana Trias, DG Research & Innovation ERA, il quale ha sottolineato le nuove iniziative lanciate nell'ambito ERA "European Research Area" nonché l'importanza per la Commissione Europea di realizzare entro il 2015 un'area effettiva delle ricerca in Europa dove la conoscenza rappresenta la base fondamentale.

A tal fine è stata evidenziata la necessità di un mercato del lavoro unico europeo della ricerca più inclusivo e d'eccellenza, in grado di favorire entro il 2020 "open access to knowledge" attraverso tecniche innovative (digital systems). In tale contesto, Quintana Trias ha altresì sottolineato l'importanza di bandi nazionali sincronizzati per la ricerca d'eccellenza assoggettati a sistemi di valutazione comuni.

Le iniziative di cui sopra oggetto di studio da parte della Commissione dovranno inevitabilmente confrontarsi con un contesto economico europeo sfavorevole, caratterizzato da squilibri finanziari particolarmente rilevanti in alcuni paesi come l'Italia. E' proprio relativamente a tali sfide che sono
intervenute nel workshop Roberta Torre e Albane Demblans della DG ECOFIN della Commissione Europea. Entrambi hanno sottolineato la drastica riduzione del PIL reale Italiano dal 1980 ad oggi passato dal +4% ad un +0 circa previsto per il 2013 spiegando le ragioni di questo drastico impoverimento del paese negli anni.
Le cause principali della crisi italiana sono state imputate alla scarsa competitività derivante dal basso investimento in R&I (es. solo il 0.56% del PIL reale è stato di recente investito da parte del settore privato) e l'alto debito pubblico. Le due relatrici hanno altresì elencato i principali provvedimenti adottati dal Governo Monti per tentare di invertire la tendenza (misure di sostegno alle imprese ed all'innovazione, misure per l'aumento della produttività ecc.).
Il workshop è poi proseguito con nuovi interventi rivolti all'analisi degli strumenti utili a realizzare sinergie nella ricerca. Funzionari della R&I hanno in particolare ribadito l'importanza delle future Public Private Partenrships (PPPs). Su tale tema, Eveline Lecoq (DG R&I) ha riportato le iniziative lanciate recentemente nel settore della bio-economia.
Su tale linea, Pier Francesco Moretti del CNR ha presentato le Joint Programming Initiatives. Le Joint Programming Initiatives processi a geometria variabile utili a coordinare progetti di ricerca ma anche a coordinare la programmazione della ricerca; si tratta di iniziative che richiedono l'utilizzo di una varietà di strumenti ed azioni quali collaborative projects, technology transfer, ERANET, CSA ecc.

Le JPI sono dei veri e propri tavoli di lavoro durante i quali diversi paesi si impegnano a cooperare per la ricerca di soluzioni ai futuri problemi sociali. L'obbiettivo principale delle JPI è di creare sinergie, evitare duplication in pre-competitive research e migliorare l'efficienza nel supporto finanziario alla ricerca (funding). E' proprio con riferimento a questa necessità che Moretti ha evidenziato l'utilità di una complementarietà tra fondi Horizon 2020, JPI e fondi strutturali.

Sull'importanza delle sinergie tra programmi è intervenuto Gianluigi Di Bello, National Contact Point - Regional Innovation e responsabile dell'ufficio APRE Bruxelles. L'intervento è stato focalizzato sulle possibilità di prevedere strumenti a livello regionale che ricalcano le esperienze delle precedenti JPIs ed ERANET. A tal fine la proposta di APRE si è concentrata sulla presentazione di uno strumento potenziale (e.g., ERA-REGIO-NET) dedicato alla realizzazione di un "bridge" tra Horizon 2020 e programmi quali COSME, Fondi Strutturali. In tale prospettiva, l'eventuale realizzazione di Joint Work Programmes attraverso i Fondi Strutturali basati su priorità regionali in R&I, potrebbe rappresentare un primo passo verso la realizzazione di azioni sinergiche fondate su una logica di cooperazione volontaria (Variable Geometry Europe) ed in linea con le nuove azioni ERA "European Research Area" e "Reinforced Partnership Approach".

I Joint Work Programme, ha concluso Di Bello, potrebbero avere cadenza biennale tra il 2014 ed il 2020 e potrebbero prevedere la partecipazione volontaria solo di specifiche regioni.
Ha preso la parola, infine, Alberto Piazzi, DG Regio, il quale, nell'esporre il time scale fissato dalle autorità italiane per la conclusione di Partnership Agreement (Art. 5 EC Regulation Proposal on Structural Funds), ha apprezzato la proposta ERA-REGIO-NET di APRE, meritevole quest'ultima di essere supportata nei prossimi incontri di lavoro tra l'Italia e la Commissione Europea.

Il workshop si è concluso con un open discussion che ha visto la partecipazione di Dimitry Corpakis (Head of Unit DG R&I), Andrea Gentili (Deputy Head of Unit DG R&I), Angelo Volpi (CNR), Alessandro Damiani (DG R&I), Massimo Busuoli (ENEA). Alla discussione finale hanno altresì partecipato rappresentanti della Regioni Lazio e Lombardia riportando le proprie esperienze di cofunding relativamente a progetti regionali di ricerca e sviluppo già conclusi o in corso.

A conclusione del dibattito è emersa:

  • la necessità di puntare sulle sinergie tra fondi comunitari per la ricerca e fondi strutturali al fine di migliorare le risorse per l'innovazione;
  • la presenza di difficoltà procedurali e limiti legali superabili, con la creazione di un sistema di coordinamento tra fondi con finalità diverse (es. joint work programme);
  • la possibilità di rendere le smart specialisation regionali una strategia pienamente integrata rispetto ad altri programmi europei quali Horizon 2020.
Link
Quadro di finanziamento
  • HORIZON 2020 : HORIZON 2020 Programma Quadro di Ricerca e Innovazione (2014-2020)
  • COSME : Programma per la Competitività delle Imprese e le PMI
Area di interesse
  • Unione Europea