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'Getting the balance right ā€“ basic research, missions and governance for Horizon 2020': presentazione e analisi

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  • APRE 21/03/2013
  • PUBBLICAZIONE

Technopolis, in cooperazione con European Association of Research and Technology Organisations (EARTO), ha recentemente pubblicato un rapporto dal titolo “Getting the Balance Right – Basic research, Missions and Governance for Horizon 2020”.
E’ in corso attualmente, in Europa, ed in particolare in questo periodo di transizione verso un nuovo programma per la R&I 2014-2020, un dibattito importante sulla ricerca di base, le sfide che comporta ed il modo migliore di affrontarle a livello europeo. Data l’importanza della ricerca per la competitività industriale ed il suo ruolo per la soddisfazione dei fabbisogni sociali, l’accento si è man mano spostato verso la ricerca applicata e lo sviluppo tecnologico ed industriale. La pubblicazione di questo rapporto ci da l’opportunità di fare il punto sul vincolo tra ricerca fondamentale e ricerca applicata in Horizon 2020.


Verso un modello di innovazione demand pull
Nei discorsi della comunità scientifica nonché politica traspare, a volte, una visione lineare del processo d’innovazione che va dalla scoperta scientifica, all’invenzione, sino alla produzione. D’accordo con quest’approccio, detto anche “science push”, ogni innovazione sarebbe il frutto di una scoperta scientifica. In questo modello lineare, i ruoli dei centri di ricerca e dell’industria sono nettamente distinti: i centri di ricerca fanno ricerca di base e ne disseminano i risultati; l’industria utilizza questi risultati per svilupparli e produrre innovazione tecnologica.
Invece, nei nuovi paradigmi per l’innovazione, si passa da un modello lineare a un sistema integrato.

Questo modello permette di mettere in rilievo l’importanza del vincolo tra ricerca e bisogni economici e sociali. L’integrazione di utenti (l’industria ad esempio) nel processo è necessario per garantire il successo e l’impatto sociale ed economico dell’innovazione. Infatti, anche se alcune innovazioni sono frutto di scoperte scientifiche fondamentali, la maggior parte di esse sono in realtà guidate dalla domanda e dai bisogni dei potenziali utilizzatori (demand pull). Il percorso tra la scienza e la tecnologia deve quindi essere ricco di feedback tra i diversi attori ed attività che portano all’innovazione: ricerca, sviluppo, progettazione, prototyping, produzione, marketing ecc.
L’analisi suggerisce anche che ricerca applicata e ricerca di base sono interconnesse ed interdipendenti come fonti di innovazione. In quest’ottica, il rapporto sottolinea l’importanza dello “stock di conoscenze” per l’innovazione: la maggior parte delle innovazioni cercano di risolvere problemi specifici in base non a scoperte scientifiche ma tenendo conto dello stock esistente di conoscenze. La ricerca di base partecipa quindi all’espansione di questo stock di conoscenze potenzialmente utili all’innovazione. Di conseguenza, in un’economia basata sulla conoscenza, la ricerca di base come quella applicata sono necessarie per “spingere la frontiera tecnologica” e per, contemporaneamente, aumentare lo stock di conoscenze e garantire il trasferimento di queste conoscenze al mercato. Per questa ragione, il futuro quadro europeo per la ricerca dovrà garantire che un equilibrio giusto tra ricerca fondamentale e applicata permetta di raggiungere questo obiettivo.

Horizon 2020 e il “Paradosso Europeo”
Con “Paradosso Europeo” si fa riferimento al fatto che l’Europa pur essendo molto attiva a livello internazionale nella ricerca fondamentale, non riesce a trasformare la conoscenza tecnologica e scientifica in effettive opportunità imprenditoriali, fonti di crescita ed occupazione. L’Unione è soggetta a gravi mancanze che gli impediscono di superare questo paradosso:

• stagnazione delle risorse stanziate per la ricerca ed innovazione, in particolare nelle imprese

• scarso rinnovamento del settore industriale

• separazione tra comunità scientifica ed il resto della società

• frammentazione degli sforzi di R&I degli Stati Membri

In questo contesto, produrre più scienza, pur se eccellente, non permetterà di risolvere questa situazione di impasse. Piuttosto, è necessario aumentare la R&I “mission-driven” per rispondere a bisogni sociali o industriali concreti.
In conclusione, il prossimo programma quadro europeo per la R&I dovrà rispondere a queste sfide per permettere all’Europa di superare il suo paradosso.
In quest’ottica Horizon 2020 dovrà prevedere il giusto equilibrio tra ricerca fondamentale ed applicata, in particolare all’interno dei Societal Challenges. Il rapporto sottolinea quindi la necessità per i programmi europei di stanziare una proporzione sempre maggiore dei fondi disponibili per l’innovazione sviluppata in risposta a bisogni sociali ed industriali chiaramente identificati.

Link
Quadro di finanziamento
  • HORIZON 2020 : HORIZON 2020 Programma Quadro di Ricerca e Innovazione (2014-2020)
Area di interesse
  • Unione Europea