PID - Piano per l'Innovazione Digitale nelle Imprese

Il contesto dell'Innovazione Tecnologica

Appare utile, in via preliminare, meglio definire il concetto di innovazione e il significato che, ai fini del presente documento, viene attribuito a questo termine. Come suggerito anche dalla Commissione nella recente Comunicazione dal titolo "Politica dell'innovazione:
aggiornare l'approccio dell'Unione europea nel contesto della strategia di Lisbona" (COM (2003) 112 def.), il fenomeno dell'innovazione deve essere percepito in tutta la sua estensione. A tal fine si farà riferimento alla definizione attribuita a livello comunitario e che considera l'innovazione: "il rinnovo e l'ampliamento della gamma di prodotti e dei servizi, nonché dei mercati ad essi associati; l'attuazione di nuovi metodi di produzione, d'approvvigionamento e di distribuzione; l'introduzione di mutamenti nella gestione, nell'organizzazione e nelle condizioni di lavoro, nonché nelle qualifiche dei lavoratori" (COM (1995) 688).

Occorre, pertanto, segnalare che, ai fini del presente documento, il concetto di innovazione si intende riferito non solo alla ricerca e sviluppo e all'innovazione tecnologica, ma anche alle altre accezioni del termine, relative ad esempio ad innovazioni non tecnologiche (quali l'innovazione organizzativa, dei modelli commerciali, della presentazione e di valore).

In tale contesto, il Documento dedicherà particolare attenzione all'innovazione basata sull'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alle questioni relative alla reingegnerizzazione e allo sviluppo dei processi critici aziendali quali l'ideazione, la produzione, gli approvvigionamenti, la distribuzione e la commercializzazione, attraverso l'adozione delle tecnologie digitali. Più in particolare, l'utilizzo del concetto di innovazione ai fini degli interventi previsti nell'ambito del presente documento fa riferimento alla distinzione schumpeteriana tra innovazione di prodotto e innovazione di processo, secondo cui l'introduzione di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei processi produttivi, in particolare delle imprese manifatturiere, può essere considerata come un'innovazione di processo; mentre l'introduzione di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione che modificano il carattere stesso del prodotto, in particolare in imprese di servizi, rappresenta sia un'innovazione di prodotto sia un'innovazione di processo.

Le imprese manifatturiere che adottano tecnologie ICT soprattutto come un'innovazione di processo, ottengono vantaggi in termini di: maggiore accesso a fornitori specializzati; raggio d'azione globale nelle funzioni di acquisto di input intermedi; riduzioni dello stock di input; migliore controllo degli standard di qualità; riduzione degli archivi; riduzione dei costi di negoziazione; riduzione della dimensione minima efficiente della produzione; maggiore libertà nella localizzazione delle unità produttive; maggiore utilizzazione di relazioni di subfornitura; maggiori opportunità di cooperazione con altre imprese; maggiore coordinamento tra le attività di R&S, manifatturiere e di marketing; riduzione dei tempi di consegna; riduzione degli stock di prodotti finali; riduzione dei tempi di fatturazione. Oltre a tutto ciò, per le imprese di servizi, le ICT - che consentono di introdurre oltre alle innovazioni di processo anche innovazioni di prodotto permettono un aumento della diversificazione del prodotto e del controllo delle nicchie di mercato; l'introduzione di forme di relazione privilegiate tra produttori e utilizzatori; la riduzione dell'elasticità del prezzo dei propri prodotti e l'aumento dei margini di rendimento.

Impatto della tecnologia sulla competitività

Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione determinano una crescita della produttività.

Questa tesi è sostenuta non più soltanto da teorie macro economiche (Solow, David), ma anche da analisi e verifiche di tipo empirico. Negli Stati Uniti, la produttività media del lavoro è cresciuta, nel periodo 1995-2000, del 2,2% a fronte di un incremento percentuale nell'ICT di circa il 62%; viceversa, i minori tassi di sviluppo dell'Europa - dove si è investito molto meno nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione

- si sono accompagnati nello stesso periodo ad una crescita della produttività più bassa (1,43% a fronte di un contributo ICT del 49,65%).

Prendiamo poi il caso dell'Italia, dove nel periodo 1995-2000 la variazione percentuale della spesa media in ICT su PIL è del 6,16% (2,45% per l'IT), che risulta inferiore sia al dato US 10,07% (IT 6,4%) che a quello riferito all'Unione Europea 7,48% (IT 3,8%). Da un punto di vista prettamente economico si rileva che per ogni Euro in più investito in ICT si registra una crescita del prodotto pari a circa 1,8 ?, mentre nel caso di investimenti in capitale non ICT la crescita è di 1,1 ?. A questo si aggiunga che investire in ICT comporta anche un aumento in termini di attrattività, in quanto per ogni Euro speso in ricerca ed innovazione si registra un aumento degli investimenti diretti esteri (IDE) pari a 4 ? (figura 2). Quest'ultimo dato

appare particolarmente significativo se letto nell'ottica del processo di globalizzazione che sta interessando l'economia internazionale, considerando ad esempio, esperienze come quella irlandese, dove gli ingenti flussi di capitali esteri hanno rilanciato l'intero sistema produttivo. Più in generale, i dati relativi al posizionamento dell'Italia rispetto ai Paesi UE, agli USA e al Giappone presentano una situazione di ritardo, che mostra la scarsa propensione delle imprese italiane (in particolare quelle piccole) a introdurre innovazioni basate sulle ICT 1.

Nuovi indirizzi della Comunità Europea e del Governo

L'attuale quadro regolamentare presenta elementi favorevoli al sostegno ed allo sviluppo dell'Innovazione Tecnologica. In particolare:

La revisione dei parametri del patto di stabilità.
Il CE di Barcellona 2002 ha convenuto di destinare il 3% del prodotto interno lordo in investimenti in R&D entro il 2010.

Il nuovo Regolamento relativo agli Aiuti di stato alla PMI emesso dalla UE, semplifica l'iter per i Governi che intendano sovvenzionare la R&D.

Nel piano d'azione Europeo per la R&D, recentemente presentato dall'UE, sono oggetto di un'approfondita disamina, gli interventi con capitale di rischio e di garanzia.

Nuovi indirizzi di Governo

Il disegno di legge approvato il 26 marzo 2003 per la riforma del sistema fiscale statale prevede art. 4 "Imposta sul reddito delle società", comma s) l'introduzione di un sistema agevolativo permanente teso a ridurre il carico fiscale complessivo gravante sulle società che sostengono spese per l'Innovazione Tecnologica, la ricerca e la formazione.