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Il programma people-potenziale umano e carriere scientifiche

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  • APRE 08/03/2006
  • ATTUAZIONE DI PROGRAMMA
immagine Le azioni Marie riscuotano un forte consenso in tutti gli ambienti della ricerca scientifica e tecnologica dell’Europa, come è anche emerso da valutazioni d’impatto e durante l’audizione pubblica sul programma People al Parlamento Europeo lo scorso 11 gennaio. Il programma indirizza pienamente gli obiettivi politici della creazione dello Spazio Europea della Ricerca: in un Europa che investe il 3% del PIL in ricerca, servirà un maggiore numero di ricercatori di alto livello per affrontare le sfide scientifiche e tecnologiche. Inoltre, l’età media dei ricercatori attuali è alta, e si prevede che si creeranno circa 700.000 posti di lavori in ricerca aggiuntivi oltre alla sostituzione naturale di chi va in pensione nei prossimi anni. Il nuovo programma People del 7° PQ, come i precedenti, rimane mirato alla formazione ed alla mobilità dei ricercatori, nell’intento di incrementare la quantità e la qualità dei ricercatori in Europa, e di esercitare un effetto strutturante. Forse in considerazione della sua importanza strategica, nel 7° Programma Quadro, le azioni Marie Curie saranno ‘promosse’ a diventare uno dei quattro programmi specifici di cui il P.Q sarà composto. L’approvazione generale per le azioni Marie Curie pare giustificare anche un investimento maggiore, per ovviare all’attuale problema dei bassi tassi di successo da cui sono penalizzate ora. In linea con la tendenza all’aumento delle risorse finanziarie comunitarie destinate alla ricerca, si era profilato una richiesta che avrebbe fortemente incrementato le risorse disponibili per le azioni Marie Curie. Nel 6° PQ la dotazione media per anno del programma Risorse Umane e Mobilità era di 433 milioni di Euro, mentre per il 7° PQ, in base alla proposta della Commissione di aprile 2005, la richiesta media per anno per il programma People è di 1018 milioni. La percentuale destinata sul totale del PQ rimane pressoché invariata (9,8%), ma va considerato che alcune attività saranno collocate in altre aree del PQ (vedi grafico di seguito), quindi su altri capitoli di finanziamento. Come è noto, la richiesta finanziaria iniziale non potrà essere onorata, e le trattative per stabilire la dotazione definitiva sono ancora in pieno svolgimento. Riportiamo di seguito le azioni previste. Formazione iniziale dei ricercatori: reti Marie Curie. Si tratterà di reti transnazionali composte da organismi complementari, che forniscono un programma comune di formazione rivolto a ricercatori in fase iniziale (‘pre-dottorale’). Sarà incoraggiata la partecipazione delle industrie. Si prevede il supporto UE per il reclutamento di ricercatori in fase iniziale, come accadeva anche nei programmi precedenti, ed inoltre la possibilità di creare posizioni di insegnamento e supervisione per ricercatori senior in azienda, e/o di organizzare brevi riunioni scientifiche o corsi di formazione, aperti sia ai formandi della rete, sia a ricercatori esterni. Formazione continua e sviluppo di carriera. Saranno finanziati progetti su base individuale, proposti da ricercatori esperti (dal dottorato in poi o avente esperienza equivalente), che intendono diversificare le proprie competenze, soprattutto dal punto di vista interdisciplinare o intersettoriale. I finanziamenti serviranno anche come supporto ad ottenere o rinforzare un posizione indipendente, a riprendere la carriera dopo una pausa, od a reintegrarsi (anche nel Paese di origine) dopo un periodo all’estero. Oltre alla formula tradizionale dove la Commissione bandisce ed gestisce l’iter di presentazione e controlla lo svolgimento dei progetti, sarà creato anche un meccanismo – su base competitiva – per co-finanziare programmi regionali, nazionali o internazionali che adottano gli stessi principi delle azioni Marie Curie. Ovviamente, i programmi così co-finanziati saranno poi aperti a tutti i ricercatori senza limitazioni riguardo a Paese di origine o di destinazione. Partenariati e collegamenti industria-accademia. Si vuole promuovere uno scambio aperto e dinamico tra istituti pubblici di ricerca e imprese private, incluse le PMI, basato su programmi di collaborazione a lungo termine intese a condividere le conoscenze. In questa ottica si potranno effettuare distacchi di personale tra i due settori e/o reclutare temporaneamente ricercatori esterni. Sarà inoltre possibile finanziare l’organizzazione di workshop e conferenze per scambi intersettoriali di conoscenze, e – solo per le PMI – l’acquisto di piccola attrezzatura di ricerca. La dimensione internazionale. Questa azione permetterà a ricercatori di Paesi europei di effettuare formazione mediante la ricerca in un Paese terzo (con ritorno obbligatorio), oppure di rientrare in Europa dopo un soggiorno lungo in un Paese terzo. Vice versa, si potranno proporre borse di ricerca per i migliori ricercatori provenienti da Paesi terzi che intendono venire a lavorare in Europa. Per entrambi i gruppi, si prevede inoltre un supporto per le ‘diaspore’ scientifiche, per facilitare lo scambio di informazioni con i Paesi di provenienza pur rimanendo all’estero. Infine, si prevede un programma di partenariati tra organizzazioni di ricerca in Europa e uno o più Paesi terzi, coinvolti nella ‘European neighbourhood policy’ o con cui l’UE ha sottoscritto un accordo di collaborazione tecnico-scientifico. Azioni specifiche. Come ultima azione, si prevede di continuare la competizione annuale Premi di eccellenza Marie Curie, rivolta ai ricercatori che hanno beneficiato di un contributo Marie Curie e che hanno ottenuto risultati scientifici importanti. Dalla struttura descritta qui sopra, si evince che alcune azioni Marie Curie previste nel 6° PQ non sono più contemplate nel programma People. Le azioni per il trasferimento di conoscenze per lo sviluppo (Development host fellowship) saranno continuate nell’ambito del programma specifico Capacities, come azione a se stante sotto il nome di ‘Potenziale di ricerca’. Le Excellence Grants, che nel 6° PQ permettevano ai migliori ricercatori giovani di creare il proprio gruppo di ricerca, non saranno continuate nella forma precedente. Sarà possibile per tutti i gruppi – senza vincolo di transnazionalità – presentare proposte per ricerca di frontiera nell’ambito del nuovo Consiglio Europeo per la Ricerca, che gestirà il programma Ideas. Tuttavia, probabilmente non ci saranno agevolazioni specifici per ricercatori giovani rispetto a quelli strutturati, quindi la competizione sarà più forte. Le azioni Marie Curie per l’organizzazione di serie di conferenze e corsi di formazione, così come le Marie Curie ‘Excellence Chair’ non esisteranno più come programma a parte, ma in combinazione con altre azioni di ospitalità, come le reti o i partneriati industria-accademia. In conclusione, ricordiamo che le linee guida specifiche e le procedure di attuazione sono ancora da stabilire, e che i primi bandi potrebbero essere pubblicate all’inizio del 2007.
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Al termine di un dibattito sul 7° Programma quadro di Ricerca & Sviluppo, l'Assemblea nazionale francese ha adottato una risoluzione nella quale vengono sottolineati alcuni punti:
  1. si ritiene necessario che la Francia prenda posizione, eventualmente assieme ad altri Stati membri, sul progetto di creazione dell'Istituto europeo della Tecnologia;
  2. chiede che i fondi attribuiti permettano di far realmente vivere i nuovi strumenti proposti dal 7° Programma Quadro, come attivare per esempio il Consiglio europeo della ricerca;
  3. insiste affinché dei mezzi più sostanziali siano dedicati per incoraggiare la mobilità dei ricercatori, in particolare nel quadro delle azioni “Marie Curie”.
Referente
Link
Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-PEOPLE : PERSONE: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro