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András Siegler attende con impazienza un rafforzamento della collaborazione internazionale nel 7PQ

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  • CORDIS - NEWS 27/03/2006
  • POLITICA GENERALE
immagine In seguito a quella che András Siegler definisce 'una curva di apprendimento ripida' per la DG Ricerca nel corso del Sesto programma quadro (6PQ), il responsabile della direzione Cooperazione scientifica internazionale ha in mente progetti volti ad ampliare e migliorare le attività di cooperazione internazionale (INCO) nel 7PQ. La cooperazione internazionale nella ricerca è oggi più importante che mai, secondo il dottor Siegler. 'In un'epoca in cui la globalizzazione è quotidianamente sui giornali, non è molto difficile rendersi conto che anche l'internazionalizzazione della ricerca rappresenta un fenomeno molto attuale', ha riferito al Notiziario CORDIS. In un'epoca di terziarizzazione crescente della ricerca, soprattutto verso le economie emergenti, l'Europa ha interesse a mantenere all'interno dei propri confini attività quali la ricerca, che il dottor Siegler definisce 'attività a valore elevato'. Tuttavia, non è sufficiente che l'Europa mantenga semplicemente ciò che ha, in quanto al continente mancano ricercatori altamente qualificati, afferma Siegler. Questo è uno dei motivi principali per cui l'Europa deve guardare al di là delle proprie frontiere e individuare talenti nel resto del mondo. 'Lo scopo non è la fuga dei cervelli', ha sottolineato il direttore, 'bensì l'individuazione di compiti in cui l'Europa e altri paesi detengono pari interesse'. L'Europa coopera con i propri concorrenti perché 'abbiamo bisogno di massa critica, in quanto vorremmo influire sulle loro politiche di ricerca, vorremmo fare nostra la loro eccellenza scientifica', afferma il dottor Siegler. Le ragioni non sono tuttavia soltanto economiche: l'Europa collabora con i propri concorrenti anche perché vuole affrontare le sfide globali. Il dottor Siegler ha fatto gli esempi dell'influenza aviaria, della sicurezza alimentare e dei cambiamenti globali, tutti fenomeni che richiedono la cooperazione internazionale per essere affrontati. La collaborazione internazionale nel campo della ricerca aiuta l'UE a adempiere ai propri impegni, per esempio in materia di sviluppo, aiuti, affari esteri e sicurezza. 'La scienza e la tecnologia possono contribuire a tutto ciò', osserva il dottor Siegler. Durante il suo primo anno presso la Commissione europea, dichiara di essersi reso conto che tale contributo è ampiamente riconosciuto dalle altre DG e dai responsabili politici. A titolo del 6PQ, l'INCO disponeva di un bilancio di 660 milioni di euro, 60 dei quali stanziati per sostenere la mobilità internazionale. I restanti 600 milioni sono stati ripartiti in due: 315 milioni di euro sono stati previsti per la collaborazione con i paesi in via di sviluppo e i paesi della politica comunitaria di vicinato, in aree corrispondenti alle esigenze delle regioni individuate da un'apposita piattaforma. Gli altri 285 milioni di euro sono stati definiti 'un obiettivo della politica' e dovevano essere utilizzati nell'ambito delle priorità tematiche del 6PQ tramite progetti che coinvolgessero i paesi terzi. Era la prima volta che la partecipazione al programma nel suo complesso era aperta ai paesi terzi. L'obiettivo non è stato conseguito, benché la curva di apprendimento ripida abbia dato luogo a una maggiore partecipazione dei paesi terzi nella seconda metà del 6PQ. Di recente la Commissione ha pubblicato un invito supplementare, 'volto a migliorare la situazione', dichiara il dottor Siegler; l'invito permette a progetti di imminente attuazione o che hanno un tempo rimanente di almeno 18 mesi di chiedere un finanziamento, al fine di incoraggiare l'adesione di partner dei paesi terzi. Il dottor Siegler si attende che l'invito, che si chiude il 16 maggio, susciti un enorme interesse. I contenuti precisi del 7PQ sono ancora da finalizzare, tuttavia con un incremento di bilancio complessivo più o meno garantito, l'INCO sarà presumibilmente destinataria di maggiori fondi. Anche stavolta l'INCO sarà suddivisa in due capitoli, corrispondenti alle due sezioni del 6PQ che si sono spartite 600 milioni di euro. In riferimento all'apertura dell'intero programma quadro ai paesi terzi, il dottor Siegler ha dichiarato che, a suo avviso, tale tipologia di cooperazione 'dovrebbe svolgersi in maniera organica, nel momento in cui entrambi i partner individuano un interesse reciproco'. Tale finanziamento verrà erogato a titolo del pilastro 'Coordinamento' del 7PQ. Sempre nella medesima sezione, una nuova iniziativa del 7PQ sarà rappresentata da una piattaforma che consentirà agli Stati membri di apprendere dalle reciproche iniziative bilaterali di ricerca, e di impiegare al meglio le sinergie, ha spiegato il direttore. Sotto il programma specifico 'Capacità' del 7PQ, la Commissione ha in mente di realizzare le 'INCO-NET', che saranno molto simili alle attuali ERA-NET, sostiene il dottor Siegler. Esse consentiranno ai paesi terzi di partecipare come partner alla pari con eguali diritti. 'Vogliamo trattarli da adulti', ha affermato il dottor Siegler. Per quanto riguarda il programma 'Idee', è 'implicitamente possibile' che i paesi terzi riescano ad accedere ai finanziamenti del Consiglio europeo della ricerca (CER). Il dottor Siegler ha sottolineato che la ricerca di base è internazionale per natura, tuttavia ha aggiunto di non voler anticipare le discussioni che si svolgeranno nell'ambito dello stesso CER. Nel quarto e ultimo pilastro del 7PQ, 'Persone', sono previste maggiori sovvenzioni per sostenere i collocamenti internazionali, e sovvenzioni di reinserimento più cospicue per aiutare i ricercatori che vorrebbero tornare in patria. Infine, la Commissione desidera instaurare e rafforzare i legami con i ricercatori europei emigrati, e sta pertanto istituendo 'ERA-LINK'. L'iniziativa aprirà i canali di comunicazione e aumenterà la consapevolezza circa le opportunità presenti in Europa. Poiché i programmi quadro sono ora completamente aperti ai ricercatori dei paesi terzi, ci si potrebbe interrogare sulla pertinenza degli accordi di scienza e tecnologia (S&T). Il dottor Siegler ne conferma l'importanza. Numerosi paesi sono tuttora interessati a sottoscrivere tali accordi che, secondo lui, sono utili per strutturare la collaborazione e pongono le condizioni per i diritti di proprietà intellettuale (IPR). 'Vorrei maggiori elementi concreti in proposito nel 7PQ. Danno prova di volontà politica e costituiscono una base per scambi e reciprocità', osserva. Fonte: Intervista del Notiziario CORDIS ad András Siegler
Referente
Link
Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-CAPACITIES : CAPACITÀ: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP-COOPERATION : COOPERAZIONE: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro