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La Corte dei conti chiede maggiore semplicità e flessibilità delle norme di partecipazione al 7PQ

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  • CORDIS - NEWS 21/04/2006
  • LEGISLAZIONE
immagine Secondo la Corte dei conti europea, la proposta della Commissione sulle norme di partecipazione al Settimo programma quadro (7PQ), il programma comunitario di finanziamenti per la ricerca, 'perde [l'] occasione di operare un cambiamento radicale'. I principali punti deboli della proposta della Commissione riguardano il costo di transazione per euro speso, l'eccessiva complessità delle sovvenzioni e una mancanza di flessibilità. 'Pur riconoscendo che un certo livello di difficoltà è inevitabile, la Corte ritiene che la proposta della Commissione non colga l'opportunità di apportare cambiamenti radicali alle regole amministrative e finanziarie per il Settimo programma quadro', afferma il parere della Corte. Il documento chiede di riconoscere che gli scienziati spesso devono reagire con rapidità ai cambiamenti esterni e interni durante il ciclo di vita di un progetto, e di assegnare quindi maggiori poteri decisionali al coordinatore del progetto. 'Il coordinatore deve assumersi la responsabilità scientifica e finanziaria di un progetto, e deve poter decidere non solo sul programma scientifico, ma anche sull'assegnazione delle risorse finanziarie in conformità di una serie di norme precedentemente definite da tutti i partecipanti al consorzio', afferma la Corte. 'Al tempo stesso, il coordinatore deve garantire alla Commissione che la portata scientifica e il carattere europeo giuridicamente necessario dell'azione vengano mantenuti per l'intera durata del progetto', prosegue il parere, aggiungendo che a un aumento della flessibilità deve corrispondere una maggiore responsabilità scientifica e finanziaria nei confronti della Commissione. La Corte avanza sei proposte chiave di semplificazione volte a rendere più flessibili le norme di partecipazione:
  • una verifica centralizzata ed ex ante dei soggetti giuridici;
  • l'utilizzo di banche dati comuni e lo scambio elettronico di dati da parte dei servizi della Commissione;
  • una struttura di gestione più flessibile per le azioni indirette, con cui la Commissione concluda una convenzione di sovvenzione con il coordinatore che agisce a nome degli altri partecipanti, o in cui la Commissione, attenendosi a una sua decisione, assegni una sovvenzione senza sottoscrivere un contratto di diritto privato;
  • il ricorso a revisioni (o audizioni), idealmente condotte da pari, quale strumento di controllo per le azioni indirette;
  • un unico sistema di rimborso dei costi che permetta ai partecipanti di determinare il contributo finanziario della Comunità in maniera trasparente, efficace e semplice da gestire;
  • l'esortazione a utilizzare e diffondere i risultati delle azioni indirette e il trasferimento di proprietà.
La Commissione ha effettivamente introdotto una serie di misure volte a semplificare la partecipazione, tra cui figurano l'utilizzo di importi forfetari, finanziamenti a tassi forfetari e tabelle di costi unitari per semplificare il rimborso dei costi ammissibili, l'introduzione di un unico sistema di costi e un aumento dei massimali di finanziamento, nonché la creazione di un fondo di garanzia volto a coprire il rischio finanziario che la realizzazione di azioni indirette di ricerca comporta. Nel commentare la leggibilità della proposta della Commissione, la Corte afferma che si potrebbero osservare miglioramenti se la Commissione si impegnasse a rendere le sue definizioni più coerenti. Il parere rileva inoltre che la Commissione ha il dovere di vigilare sul rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca e sviluppo (R&S). Il programma specifico 'Capacità' del 7PQ prevede espressamente il finanziamento di infrastrutture di ricerca pubbliche e private, in cui confluiranno risorse del 7PQ, altri fondi comunitari e fondi nazionali. 'La Commissione dovrà prestare grande attenzione ai potenziali rischi posti dall'accumulo di sovvenzioni diverse a carico del bilancio comunitario per una singola azione', avverte la Corte, raccomandando di sviluppare uno strumento di controllo adeguato per garantire il rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato. Per quanto le proposte norme di partecipazione al 7PQ siano ampiamente analoghe a quelle previste per il 6PQ, sono state inserite due innovazioni: regole sul finanziamento nel quadro del Consiglio europeo della ricerca (CER) e regole sulla concessione di sovvenzioni alla Banca europea per gli investimenti (BEI) volte a finanziare un 'meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi'. La Corte condivide l'affermazione della Commissione secondo cui le norme di partecipazione devono applicarsi anche ai finanziamenti previsti nell'ambito del CER, ma rileva l'assenza di disposizioni per il trasferimento di sovvenzioni nel caso in cui un ricercatore dovesse passare a un'altra organizzazione. Secondo le proposte della Commissione, diversamente da quanto accade per altre parti del 7PQ, verranno assegnate sovvenzioni per la ricerca di frontiera nell'ambito del CER a un ricercatore o a un gruppo di ricerca specifico (anziché a un soggetto giuridico). Ad avviso della Corte, nelle convenzioni di sovvenzione occorre inserire una clausola in cui si affermi che, qualora il destinatario si trasferisca in un altro Stato membro dell'Unione europea o in un paese associato, la sovvenzione assegnata venga trasferita, se il ricercatore lo desidera, previa verifica della nuova organizzazione da parte della Commissione. Quanto alle sovvenzioni assegnate alla Banca europea per gli investimenti, la Corte chiede ulteriori chiarimenti in merito alla portata delle attività di finanziamento di prestito e garanzia della BEI. Il parere chiede anche di chiarire se per le sovvenzioni alla BEI varranno tutte le parti delle norme di partecipazione, e in che modo e in conformità di quali regole la BEI assegnerà i propri fondi di prestito e garanzia. La Corte dei conti conclude affermando che la proposta 'fornisce alcuni elementi di [...] un sistema semplificato, in particolare introducendo un unico sistema di costi, ma non riesce a creare un sistema trasparente, efficace e di facile gestione per il calcolo e la notifica dei costi e la determinazione del contributo finanziario della Comunità'. La Corte avverte che il mancato apporto di modifiche potrebbe suscitare il malcontento dei partecipanti, che continueranno a presentare dichiarazioni eccessive di spese nel quadro del 7PQ. La Commissione non è tenuta a adottare le raccomandazioni della Corte, ma resta da vedere se, a giugno, queste ultime verranno accolte dal Parlamento in occasione della prima lettura della proposta. Fonte: Parere della Corte dei conti sulle norme di partecipazione al 7PQ
Referente
Link
Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro