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'Credere nei giovani': i responsabili del CER guardano al futuro

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  • CORDIS - NEWS 17/07/2006
  • POLITICA GENERALE
immagine Nell'ottobre 2002, una conferenza tenuta a Copenaghen aveva posto il quesito 'È necessario un Consiglio europeo della ricerca?' La risposta dei ricercatori di tutta l'UE era stata un 'Sì' corale e adesso, meno di quattro anni dopo, il sogno sta per diventare realtà. Intervenuti in una sala convegni gremita di partecipanti, in occasione dello Euroscience Open Forum (ESOF 2006) svoltosi nel sud della Germania, e precisamente nella città di Monaco, i sostenitori più accaniti del CER hanno descritto i progressi compiuti verso l'istituzione di tale organo tanto atteso, e hanno espresso le loro speranze per il futuro. Fotis Kafatos e Helga Nowotny sono rispettivamente presidente e vicepresidente del Comitato scientifico, l'organo incaricato di progettare e attuare la strategia scientifica del CER. Entrambi sono oltremodo qualificati per adempiere ai compiti loro spettanti in virtù della carica che rivestono; le relative esperienze professionali sono straordinarie sotto qualsiasi punto di vista, in quanto ambedue hanno lavorato presso atenei e istituti prestigiosi in tutta l'UE e all'estero. Il professor Kafatos è un ex direttore generale del Laboratorio europeo di biologia molecolare, e fino a poco tempo fa la professoressa Nowotny era responsabile del Comitato consultivo europeo per la ricerca (EURAB). Hanno inoltre partecipato attivamente al movimento interdisciplinare degli scienziati che hanno fatto pressione sui politici per aumentare i finanziamenti alla ricerca di base, iniziativa che ha portato alla creazione del CER. Tuttavia, conversando con loro, l'aspetto che emerge con maggiore chiarezza è il loro vero e proprio entusiasmo riguardo al progetto CER; quando esprimono le speranze che nutrono per il futuro del CER, i loro occhi si illuminano. Se uno dei due solleva un punto particolarmente importante, l'altro fa un cenno deciso col capo, a sottolineare il proprio consenso. Kafatos ha inaugurato la sessione illustrando i 'pochi e chiari' principi che sottendono alla strategia del CER, lanciata all'inizio dell'anno. Il primo principio è 'credere nei giovani'; nel primo anno di attività, il CER si concentrerà esclusivamente sul fornire assistenza ai giovani ricercatori che vogliono creare il proprio gruppo di ricerca in Europa. Come ha sottolineato successivamente Helga Nowotny, l'opportunità di diventare indipendenti nei primi anni della propria carriera è uno dei fattori che attirano gli scienziati europei negli USA. Il secondo principio è 'credere nell'individuo'; benché la collaborazione sia fondamentale per tutto il resto del programma quadro, nell'ambito del CER i gruppi individuali avranno la possibilità di presentare la domanda di finanziamento. L'ultimo principio è 'prediligere la semplicità'. Le sovvenzioni del CER potranno essere concesse agli scienziati con sede nell'UE provenienti da tutti i settori, comprese le scienze sociali e umane. L'unico criterio è rappresentato dall'eccellenza. La professoressa Nowotny ha poi sottolineato l'importanza dei progetti di finanziamento che si occupano effettivamente della ricerca di frontiera, che esplorano i confini tra il noto e l'ignoto. 'La ricerca di frontiera non può essere pianificata ed è imprevedibile', ha osservato. 'Si è certi che produrrà risultati utili, ma non si sa quando o come'. Anche se un risultato sembra negativo, è pur sempre utile. 'Se cadi da un dirupo, per lo meno il resto dell'UE verrà a sapere dell'esistenza del precipizio e lo eviterà', ha spiegato. Nel più lungo periodo, prevede che il ruolo del CER consisterà nel fungere da catalizzatore per la transizione verso una ricerca europea maggiormente interdisciplinare. 'Le discipline sono una creazione del XIX secolo', ha rilevato, prima di evidenziare che ora i ricercatori stanno cominciando a riscoprire i vantaggi della collaborazione con colleghi con specializzazioni diverse. 'Stiamo scoprendo che lo stesso fenomeno può essere osservato da vari punti di vista, comprese prospettive disciplinari diverse, e ciò è molto entusiasmante', ha spiegato. 'Stiamo pertanto passando da un modo più disciplinare e frammentario di fare scienza a un metodo che presuppone orizzonti più ampi e consente di compiere passi avanti fondamentali nella comprensione dei fenomeni'. Il Comitato scientifico sta tentando di agevolare il processo mediante i gruppi di esperti di valutazione multidisciplinare, ossia le giurie che decidono a chi assegnare i fondi. Sono previsti 20 gruppi in totale, ciascuno composto da 10-12 membri con una vasta gamma di specializzazioni. Il mese scorso il Parlamento europeo ha votato a favore di una revisione del CER nel 2008, in vista di modificarne la struttura per renderlo più indipendente. Il voto ha suscitato delusione nel commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik, forte sostenitore di una revisione più lontana nel tempo. In un'intervista al Notiziario CORDIS rilasciata dopo la conferenza, Helga Nowotny e Fotis Kafatos hanno espresso i loro pareri sul voto. 'Non credo che sarà il tipo di valutazione a cui tutti vorremmo assistere, che potrebbe essere condotta solo quando si ha un determinato risultato da mostrare e nel momento in cui i processi sono sufficientemente maturi da evidenziare le possibili opzioni', ha commentato la professoressa Nowotny. 'Se il Parlamento desidera saperlo, gli diremo cos'abbiamo fatto nell'ultimo anno e mezzo o due, ma non potrà essere una vera valutazione come quella che noi tutti vogliamo e di cui abbiamo bisogno, che in effetti dovrebbe essere condotta nel 2010', ha aggiunto. Il professor Kafatos è stato altrettanto eloquente. 'Non mancheremo sicuramente di andare in Parlamento ogni anno per presentare una relazione dettagliata. Se ci dovessero essere problemi, parleremo all'Assemblea in maniera chiara e chiederemo eventuali modifiche, ma fintantoché non si hanno a disposizione prove concrete, è una perdita di tempo parlare di una revisione, soprattutto una revisione con una soluzione predeterminata', ha dichiarato. 'Sarebbe davvero deleterio per ciò che stiamo tentando di fare decidere in anticipo quale debba essere l'esito, o condurre una valutazione prematura che non potrà esaminare nulla per mancanza di fatti'. L'obiettivo del CER è finanziare la ricerca di base, che è per definizione rischiosa, in quanto i risultati non sono garantiti. Fotis Kafatos e Helga Nowotny temono che alcuni politici possano attendersi una produzione continua di risultati? 'Ritengo che dobbiamo continuare a spiegare cosa sia la ricerca di base e il motivo per cui ci occorre, sia ai politici sia al pubblico', ha risposto la professoressa Nowotny. 'La leadership politica si è resa conto che il processo di Lisbona non consiste solo nel raccogliere risultati già conseguiti e nel trovare un modo per trasmetterli all'industria, bensì riguarda la generazione di conoscenza', ha aggiunto il professor Kafatos. Ha rilevato che, soltanto per citare le scienze della vita, i progressi nella biologia molecolare, nell'ingegneria genetica, nella clonazione e nel sequenziamento del DNA si erano verificati tutti come parte della ricerca di base e, all'epoca, nessuno pensava ai potenziali vantaggi offerti da tale ricerca. Poi ha fatto la sua comparsa l'HIV. Il professor Kafatos ha spiegato che senza gli strumenti della biologia molecolare, i medici non avrebbero avuto la possibilità di utilizzare le banche del sangue, che si erano rapidamente contaminate. Grazie alla ricerca di base, i medici sono riusciti a individuare la presenza del virus. Il Comitato si sta inoltre dedicando alla scelta di un segretario generale, incaricato di gestire le attività correnti del CER. La scadenza ultima era stata fissata per la fine di maggio, e dalle circa 20 domande e designazioni pervenute sono stati scelti quattro candidati per sostenere il colloquio. La nomina verrà verosimilmente annunciata a metà settembre. Mentre il primo ciclo di sovvenzioni è destinato esclusivamente ai giovani ricercatori, gli scienziati più esperti saranno lieti di sapere che per l'anno successivo è prevista una sovvenzione per i ricercatori già affermati. Helga Nowotny ha tuttavia sottolineato la natura competitiva delle borse di studio, dichiarando che, a causa dei limitati fondi disponibili, ci sarà un numero ridotto di sovvenzioni che verranno concesse solo ai migliori. Alla fine della conferenza, numerosi partecipanti si sono precipitati verso Fotis Kafatos e Helga Nowotny per discutere con loro; alcuni avevano domande o commenti specifici, altri volevano semplicemente congratularsi per il lavoro svolto finora e augurare buona fortuna per il futuro. Helga Nowotny ha spiegato al Notiziario CORDIS che tale reazione è del tutto normale, e ha detto di attendere con impazienza i riscontri, soprattutto dai nuovi ricercatori. 'Li invito a visitare il nostro sito Internet e a scriverci, poiché sono molte le situazioni vissute dai giovani che sollevano interrogativi a cui non avevamo pensato'. Il professor Kafatos ha dichiarato che scopo del CER è promuovere una ricerca in grado di ridefinire continuamente la frontiera dell'ignoto, e che l'obiettivo del CER dovrebbe essere spostare molto in avanti tale frontiera rispetto a dove si trova attualmente. Sotto la guida di un Comitato scientifico così entusiasta, non avrà difficoltà a conseguire ciò che si è prefissato. Fonte: Partecipazione del Notiziario CORDIS all'ESOF2006 e interviste a Fotis Kafatos e Helga Nowotny
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Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-IDEAS : IDEE: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro