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La Commissione enuncia la prima politica spaziale europea

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  • CORDIS - NEWS 27/04/2007
  • POLITICA GENERALE
immagine La Commissione europea ha esposto le proprie idee sulla prima politica spaziale europea, tesa a raggruppare le risorse degli Stati membri per mantenere la competitività delle industrie spaziali europee. La proposta, elaborata congiuntamente dalla Commissione europea e dall'Agenzia spaziale europea (ESA), è incentrata su un impiego più efficace delle risorse mediante l'unione delle forze, in quanto i singoli paesi membri non potrebbero affrontare da soli le sfide globali. «Senza la politica spaziale europea l'Europa potrebbe diventare irrilevante. Scopo della nostra comunicazione sulla politica spaziale europea è essere all'altezza delle aspirazioni europee di leadership globale in importanti aree industriali e della ricerca, che daranno vita alla crescita e all'occupazione del futuro», ha affermato Günter Verheugen, commissario europeo per le Imprese e l'industria. In base alla proposta, l'UE, l'ESA e gli Stati membri coordineranno i loro programmi spaziali civili per sfruttare efficacemente il bilancio ed eliminare duplicazioni superflue, al fine di assicurare ai cittadini i vantaggi economici e sociali dell'industria spaziale. La nuova politica spaziale presuppone inoltre una cooperazione rafforzata e sinergie migliori tra i programmi spaziali civili e di difesa, attingendo alla tecnologia multiuso e a standard comuni per elaborare soluzioni più efficaci dal punto di vista dei costi. La capacità militare resterà di competenza degli Stati membri, affinché tutti gli interventi intrapresi non esulino dai limiti accettabili della loro sovranità nazionale. L'UE ha avviato diversi programmi faro spaziali europei dagli obiettivi ambiziosi, quali il progetto Galileo, una rete di 30 satelliti intesa a far concorrenza al sistema GPS (Global Positioning System, sistema di posizionamento globale) statunitense. Date le stime secondo cui il mercato globale della navigazione spaziale sarebbe destinato a raggiungere i 400 Mrd EUR entro il 2025, l'Europa è intenzionata a creare e a sfruttare sotto il proprio controllo un sistema globale sostenibile di satelliti per la navigazione civile. La Commissione sta inoltre preparando il lancio del monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES), che si propone di individuare un sistema efficiente di combinazione dei dati raccolti dai satelliti e di altre informazioni sulle due tematiche. Una volta funzionante, il sistema fornirà all'UE informazioni indipendenti sull'ambiente, la sicurezza e il cambiamento climatico, che consentiranno alle autorità pubbliche di gestire le condizioni climatiche avverse e le crisi. Malgrado gli investimenti europei relativamente ridotti nello spazio, con un bilancio inferiore di cinque volte rispetto a quello statunitense, l'industria spaziale europea è altamente competitiva e detiene una quota del 40% dei mercati mondiali per la produzione, il lancio e la gestione dei satelliti. Nel 2005, l'industria manifatturiera spaziale europea ha generato un fatturato pari a 4,4 Mrd EUR, con una forza lavoro di 28 000 unità. Tuttavia, secondo il commissario europeo Verheugen, che ha indicato come nuovi concorrenti emergenti la Cina e l'India, non è tempo di riposare sugli allori. Le politiche europee tenteranno pertanto di agevolare l'introduzione di servizi innovativi per tenere il passo con la concorrenza, e l'UE investirà nel progresso degli sviluppi tecnologici per conseguire la convergenza e l'interoperabilità tra i settori che si occupano della creazione di reti terrestri e satellitari. La nuova politica proposta individua inoltre un bilancio indicativo per le attività più importanti a livello europeo per il periodo dal 2007 al 2013. La Commissione ha intenzione di finanziare le attività spaziali con 3 Mrd EUR, gran parte dei quali sarà erogata a titolo del Settimo programma quadro (7PQ), mentre l'ESA investirà 23 Mrd EUR. I contributi nazionali complessivi dovrebbero ammontare a circa 14 Mrd EUR. Infine, via via che la politica spaziale acquisirà una dimensione comunitaria, resterà valido l'obiettivo di una cooperazione più stretta ed efficiente tra Commissione ed ESA. Entrambe le organizzazioni stanno esaminando scenari per ottimizzare l'organizzazione di attività spaziali in Europa. «Da oltre 30 anni l'ESA sviluppa con ottimi risultati sistemi e infrastrutture spaziali. Siamo ansiosi di affrontare le nuove sfide dalla politica spaziale europea», ha dichiarato il direttore generale dell'ESA Jean-Jacques Dordain. Gli Stati membri si riuniranno per esaminare e sostenere la nuova politica spaziale europea il 22 maggio a Bruxelles, in occasione del quarto Consiglio «Spazio» europeo. Fonte: Commissione europea
Referente
Link
Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-SPACE : SPAZIO: priorità tematica 9 nell'ambito del programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro