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Commissari esortano a sfruttare al massimo il programma quadro e i Fondi strutturali

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  • CORDIS - NEWS 04/05/2007
  • POLITICA GENERALE
Il commissario per la Scienza e la ricerca, Janez Potocnik, e la sua collega responsabile della Politica regionale, Danuta Hübner, hanno illustrato come, coordinando il Settimo programma quadro (7PQ) e i Fondi strutturali, sia possibile sostenere più efficacemente le attività di ricerca e sviluppo a livello nazionale e regionale. Intervenendo a una conferenza tenutasi a Bruxelles il 3 maggio, entrambi i commissari hanno esortato le autorità nazionali e regionali e gli operatori competenti a coordinare in modo migliore l'impiego delle risorse messe a disposizione tramite questi canali per realizzare gli obiettivi della strategia di Lisbona rinnovata. «I fondi della politica di coesione hanno già contribuito allo sviluppo delle attività di R&S nell'UE, poiché hanno permesso di potenziare i contesti in cui avviene la ricerca e le competenze delle persone che la effettuano, nonché di collegarla alle imprese che possono sfruttarla», ha dichiarato il commissario Potocnik, riferendosi ai 10,5 Mrd EUR che sono stati destinati alle regioni per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e le infrastrutture a titolo dei Fondi strutturali tra il 2000 e il 2006. «Uno dei nostri problemi principali, tuttavia, resta l'eccessiva divisione: divisione tra il settore pubblico e quello privato, tra il livello nazionale e quello europeo, tra le regioni, tra le istituzioni e persino all'interno di tutte queste realtà. Tale divisione si estende ai fondi comunitari, ma in realtà non vi è alcun motivo di conflitto. Il programma quadro richiede complementarietà con la politica di coesione e i Fondi strutturali, e questi ultimi evidenziano le opportunità offerte dal programma quadro», ha proseguito il commissario. In passato si riteneva che i Fondi strutturali potessero essere utilizzati solo per la coesione e che il programma quadro per la ricerca potesse finanziare esclusivamente l'eccellenza della ricerca. Secondo il commissario Potocnik, è giunto il momento di sfatare questa convinzione. «Troppe persone hanno recepito il messaggio che i Fondi strutturali e i programmi quadro non possono essere applicati alle attività di uno stesso progetto. Questo è vero, ma i due finanziamenti possono essere utilizzati in diverse fasi dello stesso progetto, purché la spesa cofinanziata da uno dei due fondi non riceva assistenza dall'altro», ha dichiarato. Nel suo discorso Danuta Hübner si è concentrata sul ruolo che la politica di coesione svolgerà nel rafforzamento della capacità di ricerca e innovazione (R&I) delle regioni meno sviluppate d'Europa. Pur avendo riconosciuto che all'interno dell'UE le attività di ricerca e innovazione non sono equamente distribuite, e che queste disparità si sono notevolmente acuite con l'allargamento, il commissario Hübner ha però evidenziato che le politiche comunitarie permettono di promuovere i centri di eccellenza esistenti e di favorirne l'istituzione, garantendo al contempo l'equilibrio tra queste due azioni. «Abbiamo bisogno di poli di eccellenza, ma anche di reti di regioni che lavorino insieme. Dobbiamo fare in modo che l'intera Unione possa partecipare allo Spazio europeo della ricerca e trarne beneficio. L'intervento regionale è una parte essenziale della nostra strategia per la realizzazione di questo equilibrio. La conoscenza è innegabilmente un bene globale, ma molti dei motori fondamentali della ricerca e dell'innovazione possono essere affrontati con la massima efficienza a livello regionale», ha affermato. Nel periodo 2007-2013 la politica di coesione dell'UE dovrebbe destinare circa 50 Mrd EUR alle attività legate alla ricerca e all'innovazione. «Quasi i due terzi di questi 50 Mrd EUR verranno stanziati per migliorare la capacità di innovazione delle PMI [piccole e medie imprese] promuovendo i trasferimenti di tecnologia e le reti di cooperazione, per sostenere le attività di R&S all'interno delle PMI e per incoraggiare la diffusione delle TIC nelle aziende. Un terzo sarà dedicato a migliorare le infrastrutture di ricerca e sviluppo e l'aspetto umano della ricerca, in particolare attraverso gli studi post-laurea. La maggior parte degli investimenti verrà effettuata nelle regioni della convergenza, in modo tale da favorire la ricerca e l'innovazione in tutta l'Unione», ha rilevato il commissario Hübner. Il commissario ha evidenziato la necessità di garantire la sinergia tra la politica di coesione e il 7PQ. «Si registra una generale complementarietà laddove la politica di coesione contribuisce alla costruzione della capacità di ricerca e innovazione in tutte le regioni e, in particolare, nelle regioni della convergenza. Gli operatori di queste regioni avranno così maggiori possibilità di partecipare agli attuali e futuri programmi quadro e di raggiungere l'eccellenza nelle loro attività di ricerca, il che è essenziale per lo sviluppo coeso e a lungo termine dell'Unione», ha dichiarato. Tra le aree del 7PQ in cui la sinergia potrebbe essere possibile figurano le «Regioni della conoscenza» e il «Potenziale di ricerca». La prima azione è volta a fornire strategie per poli orientati alla ricerca a livello locale e regionale, tra cui università, centri di ricerca, imprese e autorità regionali e, pertanto, le strategie potrebbero essere inserite all'interno dei programmi di politica regionale. Quanto al «potenziale di ricerca», potrebbe contribuire a stimolare la ricerca e innovazione nelle regioni incluse nell'obiettivo di convergenza e nelle regioni ultraperiferiche, su cui si concentrerà anche buona parte dello sforzo della politica di coesione. Il 7PQ e la politica di coesione potrebbero anche fornire finanziamenti complementari per la realizzazione di studi sulla fattibilità di nuove importanti infrastrutture di ricerca, sia fisiche che virtuali. Pertanto, laddove fossero collegati allo sviluppo economico regionale, in particolare nelle regioni della convergenza, potrebbero ricevere il sostegno della politica di coesione, ha suggerito il commissario. «La politica di coesione svolge un ruolo unico nel rafforzamento della capacità di ricerca e innovazione delle regioni meno sviluppate, nonché nel rispondere all'invito dell'UE a migliorare le proprie prestazioni in quest'area. Va inoltre a integrare l'attenzione della politica di ricerca dell'UE sui partenariati internazionali di eccellenza e svolge un ruolo fondamentale nella creazione di uno Spazio europeo della ricerca», ha concluso Danuta Hübner. «Invito le autorità nazionali e regionali a sfruttare appieno le opportunità offerte da entrambi gli strumenti per creare un'economia basata sulla conoscenza». Fonte: Partecipazione del Notiziario CORDIS alla conferenza «Co-ordinating Cohesion Policy and Framework Programme Support for R&D» svoltasi a Bruxelles il 3 maggio
Referente
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Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • FONDI STRUTTURALI 2007-2013 : I nuovi strumenti per la riforma della politica di coesione nel periodo 2007-2013
  • 7FP-REGPOT : POTENZIALE DI RICERCA nell'ambito del programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP-REGIONS : REGIONI DELLA CONOSCENZA nell'ambito del programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro