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Raccomandazioni del Consiglio europeo della ricerca per sostenere lo Spazio europeo della ricerca

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  • CORDIS - NEWS 04/09/2007
  • POLITICA GENERALE
Il comitato scientifico del Consiglio europeo della ricerca (CER) ha replicato con cinque raccomandazioni al Libro verde della Commissione europea relativo al rilancio dello Spazio europeo della ricerca (SER). In un documento richiesto da Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca, il comitato scientifico raccomanda che la Commissione europea:
  • istituisca pienamente e in modo adeguato un CER autonomo, in conformità della normativa vigente;
  • estenda ad altri settori i principi di gestione autonoma e di governance;
  • aumenti le risorse destinate alla ricerca in Europa;
  • rafforzi l'efficienza e la complementarità della ricerca europea e dei programmi di formazione e promuova la sinergia tra di essi con solidi programmi nazionali;
  • migliori le connessioni tra ricerca di frontiera e innovazione.
«Sarebbe un crudele raggiro sostenere che siamo pronti al raggiungimento dell'obiettivo prefissato di diventare l'economia basata sulla conoscenza più dinamica del mondo», si legge nel documento. «Gli ultimi investimenti dell'Europa sono (ancora) insufficienti e la frammentazione richiede lo sviluppo di nuove sinergie e ulteriori iniziative innovative. Dobbiamo proseguire nell'aumento degli investimenti in ricerca pubblica e privata, fornire le infrastrutture di ricerca necessarie, riformare in modo ampio il settore formativo (in particolare i sistemi universitari) e agevolare la formazione a livello di master, dottorati e post-dottorati». Il comitato scientifico è l'organismo del CER incaricato di strutturare la politica, di cui fanno parte 22 membri proposti da un comitato di selezione indipendente. L'autonomia è sempre stata sottolineata nei dibattiti riguardanti il CER: quella del comitato scientifico è garantita da un punto di vista giuridico, in virtù del Settimo programma quadro (7°PQ). Tuttavia, secondo il documento, «è necessario percorrere ancora un po' di strada prima che il CER possa operare con l'adeguata autonomia». Se il modello attuale non consente il livello di autonomia previsto dal comitato scientifico, e «necessario per il CER per continuare a essere la forza trainante della qualità all'interno del SER», occorrerà approvare una soluzione alternativa a lungo termine a seguito della revisione a medio termine del CER, dichiara il comitato scientifico. L'autonomia e l'indipendenza dovrebbero essere estese anche ad altri settori in quanto «condizioni fondamentali ai fini della credibilità della scienza e del suo contributo al benessere della società», aggiunge il comitato scientifico. Nel documento si raccomanda inoltre di intraprendere azioni tese ad accrescere le risorse per la ricerca in Europa. Nella relazione della Commissione «Cifre chiave della scienza, della tecnologia e dell'innovazione (2007)», si dimostra che l'investimento in ricerca e sviluppo civile espresso in percentuale del PIL variava in Europa dallo 0,39% al 3,86%. La media della spesa era dell'1,84% del PIL, rispetto al 2,67% degli Stati Uniti, al 2,99% della Corea del Sud e al 3,17% del Giappone. «In assenza di un miglioramento radicale della base finanziaria del SER, probabilmente molti altri sforzi amplieranno ulteriormente i divari e le differenze all'interno del SER anziché livellarli», dichiara il comitato scientifico. Il bilancio annuale di 1,7 Mrd EUR del CER dovrebbe essere raddoppiato all'inizio del prossimo programma quadro; un notevole sforzo sarà necessario al fine di canalizzare i Fondi strutturali dell'Unione europea nelle infrastrutture per la ricerca. La Commissione dovrebbe inoltre aumentare in misura significativa l'importo degli investimenti destinati alle infrastrutture critiche per la ricerca. Occorre inoltre affrontare la questione delle differenze nei finanziamenti tra gli Stati membri dell'Unione europea, in quanto le attuali disparità costituiscono un ostacolo per la mobilità del ricercatore, poiché gli scienziati non possono accettare talvolta le retribuzioni offerte a livello locale per un posto di lavoro. Il comitato scientifico raccomanda inoltre di rafforzare l'efficienza e la complementarità tra ricerca europea e programmi di formazione, nonché la promozione di sinergie attraverso solidi programmi nazionali. Questo obiettivo potrebbe essere realizzato grazie all'introduzione di un programma di borse post-dottorato basate sull'eccellenza ed esenti da severi requisiti di mobilità, o attraverso il sostegno di programmi già in corso da parte di altre organizzazioni, come l'Organizzazione europea di biologia molecolare (OEBM). Un'opportunità potrebbe essere un programma Erasmus per dottorandi. Infine, nel documento si richiede una più stretta correlazione tra la ricerca di frontiera e l'innovazione, come stabilito dal CER. «Il buon esito di un trasferimento non può dipendere da soluzioni 'in fase conclusiva'», si legge nel documento. Il comitato scientifico suggerisce di seguire l'esempio degli Stati Uniti, in cui gli studenti con una buona formazione in laboratori di ricerca di base sono stati assunti da aziende e laboratori di R&S. Nel documento si indica inoltre che le tesi di dottorato in cui sono coinvolti istituti di ricerca di base e laboratori industriali potrebbero ricevere sostegno dall'Unione europea e si aggiunge: «Questo trasmetterebbe un messaggio forte a tutti gli europei: il futuro può dipendere dalla ricerca di frontiera». Fonte: Consiglio europeo della ricerca (CER)
Referente
Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-IDEAS : IDEE: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro