• Condividi su Facebook

Il 7°PQ a un anno dal lancio: rivoluzionario ed efficace, afferma Potocnik

  • 17084
  • CORDIS - NEWS 25/01/2008
  • ATTUAZIONE DI PROGRAMMA
potocnikIl Settimo programma quadro (7°PQ) dell'Unione europea, dopo il primo dei sette anni di attività previsti, è una «sorta di programma di transizione», che sta portando la comunità europea della ricerca nella direzione dei nuovi strumenti introdotti l'anno scorso, ha dichiarato Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca, in un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS.

Molti dei nuovi strumenti hanno esternalizzato la gestione dei progetti di ricerca, affidando la responsabilità di gestire alcuni capitoli di bilancio del 7°PQ saldamente nelle mani di organismi esterni alla Commissione europea. Il commissario auspica che per il prossimo programma quadro, l'8°PQ, si compiano ulteriori progressi in questa direzione.

Il Consiglio europeo della ricerca (CER), istituito nel 2007, finanzia la ricerca di «frontiera», basandosi sull'eccellenza come unico criterio di finanziamento. «Il CER è la principale rivoluzione del 7°PQ. In futuro sarà il vero e proprio elemento distintivo del SER [Spazio europeo della ricerca]. Sono pronto a sottoscrivere questa affermazione in qualsiasi momento», ha affermato Potocnik.

Il primo invito a presentare proposte del CER ha avuto grande successo. In realtà, si potrebbe affermare che ha ottenuto un'accoglienza fin troppo favorevole, poiché le adesioni sono state altissime. Il successo del primo invito a presentare proposte è stato estremamente importante e ha inviato un «messaggio serio» sul futuro del CER, sostiene il commissario.

Le iniziative tecnologiche congiunte (ITC) sono state un'altra importante innovazione. Questi «partenariati pubblico-privato», definiti in tal modo dal commissario per sottolineare che l'iniziativa proviene dal settore privato, affrontano alcune delle principali sfide con cui è confrontata l'Europa, oltre a occuparsi di ambiti dotati di un enorme potenziale per il futuro: celle a combustibile e tecnologia dell'idrogeno, nanoelettronica, trasporto aereo rispettoso dell'ambiente, informatica integrata e medicine innovative. Queste iniziative a lungo termine sono solo all'inizio, ma il commissario afferma di avere già ottenuto un riscontro molto positivo dagli esponenti del mondo imprenditoriale. «Questi strumenti stanno colmando una delle lacune del SER? Oggi la risposta è già sì», dichiara.

«In tutta onestà, quando si sostengono queste proposte, non si sa esattamente quanto rivoluzionarie siano, ma, quando le si vede in azione, ci si rende effettivamente conto della loro efficacia», ha affermato il commissario Potocnik.

Entrambi gli strumenti, insieme all'articolo 169, che consente alla Comunità di partecipare a programmi avviati da vari Stati membri dell'UE, hanno trasferito la responsabilità di gestione dalla direzione generale Ricerca della Commissione ad agenzie o imprese esterne. «Stanno creando piattaforme nell'ambito del programma quadro. Penso che questa sia la strada giusta da seguire: aumentare la necessità e i motivi di finanziamento e al tempo stesso rendere meno gravose le domande sulla nostra capacità di gestire efficientemente tali risorse», afferma il commissario.

Potocnik auspica che in questo modo sarà possibile consentire al personale della DG Ricerca di adottare un «approccio di tipo più ministeriale». Anche se tra il 2007 e il 2013 i finanziamenti a favore dei progetti di ricerca, in termini nominali, raddoppieranno, è già stato stabilito che il numero di persone che si occuperanno della gestione del programma nell'ambito della DG Ricerca resterà invariato.

Nel frattempo la gestione sarà affidata «a un gruppo di esperti, che se ne occuperanno in maniera più lineare e rapida. È questo l'orientamento logico e corretto da seguire», ritiene Potocnik.

Riguardo al bilancio dell'8°PQ, il commissario si limita ad affermare che dovrebbe essere più cospicuo di quanto non sia ora. Riferendosi esclusivamente a una parte dell'attuale programma quadro, il CER, afferma: «Se il CER funziona bene, datemi una buona ragione per non raddoppiare il bilancio.»

L'insieme di nuovi strumenti e di progetti di ricerca cooperativa affidabili sembrano avere avuto successo tra i ricercatori. «Mi è stato riferito che nessuno si lamenta», ride il commissario, secondo il quale esiste tuttavia un margine di miglioramento. Il lancio è stato solo il primo passo e d'ora in poi dobbiamo attenderci progressi costanti», afferma.

Un settore suscettibile di miglioramenti è la partecipazione dei nuovi Stati membri dell'UE al 7°PQ. Quando i ricercatori di questi paesi presentano domanda di finanziamento, hanno probabilità pari o superiori che venga accolta rispetto ai loro colleghi dei vecchi Stati membri. Tuttavia, il problema è il numero di domande provenienti dai nuovi Stati membri, che può essere riconducibile a una mancanza di reti e connessioni. I punti di contatto nazionali di questi paesi devono guardare all'esterno e l'uno all'altro, non solo all'interno, afferma il commissario. Al tempo stesso, la Commissione deve altresì potenziare la sua campagna di sensibilizzazione nei nuovi Stati membri.

Sembra che il problema della partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI), un'altra area che destava preoccupazione in passato, sia stato risolto nel 7°PQ. Nonostante l'opposizione del commissario a questa misura, per le PMI è stato fissato un obiettivo di partecipazione del 15% (Janez Potocnik non crede negli obiettivi, poiché ritiene che i cambiamenti vadano incoraggiati con gli incentivi). Dai dati iniziali emerge che la partecipazione è stata superiore alle aspettative e ha raggiunto il 20%, anche se, prima di confermare queste cifre, la Commissione dovrà verificare se tutte le imprese che si sono definite PMI rispondono effettivamente ai criteri stabiliti dalla definizione ufficiale. L'introduzione di un fondo di garanzia e gli sforzi volti a semplificare il programma hanno probabilmente cambiato la situazione.

«Quando si lavora a un programma quadro, si può ripetere la parola 'semplificare' dieci volte al giorno, ma si avrà la certezza che il programma sia stato effettivamente semplificato solo quando lo si vedrà in azione», afferma il commissario. «Il sistema è molto complesso. Si introducono elementi che hanno effetti sia positivi che negativi e occorre valutare tutti i pro e i contro. Non è una situazione dai contorni netti.»

Forse il maggiore successo del commissario Potocnik è essere riuscito a svolgere un'opera di sensibilizzazione sull'importanza della ricerca. Da uomo modesto qual è, è riluttante a utilizzare egli stesso la parola «successo» per descrivere questo traguardo, ma ora l'importanza della ricerca è stata ampiamente riconosciuta nelle varie aree politiche. Il commissario definisce questa situazione affermando che ora la ricerca è stata collocata «nel contesto generale». «Questa consapevolezza permette di realizzare cambiamenti che altrimenti sarebbero praticamente impossibili», afferma, citando come esempio i progressi necessari per attuare appieno lo Spazio europeo della ricerca.

Questo ampio riconoscimento dell'importanza della ricerca si estende al Collegio dei commissari, afferma Potocnik. Ultimamente sono stati fissati molti obiettivi di portata comunitaria, in particolare nei settori dell'energia e dell'ambiente, e hanno tutti una solida base scientifica, dichiara. Alcuni resoconti dei media hanno recentemente criticato gli obiettivi UE in materia di biocombustibili, affermando che avranno un effetto negativo sull'ambiente, i prezzi dei generi alimentari e la disponibilità idrica.

Le proposte sull'energia della Commissione, che sono state pubblicate il 23 gennaio, sono una revisione di proposte precedenti, da cui si evince che la Commissione ha tenuto conto dei nuovi studi svolti sui biocarburanti. Questo non significa che i biocombustibili non hanno futuro. Il commissario afferma chiaramente che hanno un potenziale indiscutibile e che i biocarburanti di terza generazione sono già in fase di realizzazione scientifica.

«Assisteremo a nuove realtà e a nuove informazioni ogni giorno. L'importante è adottare un approccio che ci obblighi a rivedere la nostra strategia», aggiunge.

A un anno dal lancio del 7°PQ, il riesame dei progressi e dei risultati raggiunti finora dimostra che il bilancio è assolutamente positivo e, pertanto, a questo punto non è necessario adottare alcun cambiamento strategico.

Fonte: Intervista del Notiziario CORDIS a Janez Potocnik
Link
Quadro di finanziamento
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea