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Studio UE affronta il dilemma della nanotossicologia

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  • CORDIS - NEWS 03/07/2009
  • ATTUAZIONE DI PROGRAMMA

logoNumerosi ricercatori stanno analizzando in che modo la tossicità delle nanoparticelle (nanotossicologia) influisce sulle condizioni di salute dei cittadini europei e sull'ambiente in cui vivono. il progetto NHECD ('Nano health-environment commented database'), che ha ricevuto un finanziamento pari a 1,45 milioni di euro nell'ambito del Settimo programma quadro (7° PQ). I partner del progetto sono attualmente impegnati nella creazione di una banca dati commentata sull'impatto delle nanoparticelle su salute, ambiente e sicurezza che riveste un'importanza cruciale. Coordinatore del progetto è il professor Oded Maimon, dell'università di Tel Aviv, insieme a membri di CCR (Italia), IVAM (Paesi Bassi) e tp21 (Germania).

Le pubblicazioni scientifiche, così come altre tipologie di pubblicazioni tra le quali i white papers, evidenziano la necessità di trovare una metodologia che consenta di semplificare la revisione di tutte le informazioni disponibili e permetta l'individuazione dei dati numerici alla base delle stesse mediante l'impiego di algoritmi e metodi di data mining. Il progetto NHECD permetterebbe la conversione dei metadati (come nomi degli autori e parole chiave) in livello di informazioni.

Tuttavia, la maggioranza dei repository di conoscenze esistenti, incluse le banche dati e i content management system sono gestiti manualmente, consentendo pertanto solo l'elaborazione di una quantità limitata di dati. Anche i principi di tassonomia e ontologia meno sistematici vengono impiegati per gestire la classificazione dei documenti e i processi di estrazione delle informazioni.

Il principale obiettivo perseguito dal progetto NHECD è lo sviluppo di un sistema open access, solido e sostenibile, in grado di rispondere alla necessità di mantenere un repository di stampo scientifico ricco e aggiornato. I partner del progetto ritengono che questo repository consentirebbe l'analisi esaustiva dei dati pubblicati in relazione agli effetti su salute e ambiente dell'esposizione alle nanoparticelle. Lo stesso potrebbe inoltre venire adattato in modo tale da essere compatibile con le banche dati esistenti a livello di metadati.

La peculiarità di questa banca dati è costituita dai vari gruppi di utenti che possono usufruirne, tra i quali il settore industriale e le pubbliche istituzioni, che potranno accedere, localizzare e recuperare le informazioni pertinenti alle loro esigenze. Il risultato di un repository di conoscenze di questo tipo è il rafforzamento della comprensione di quello che è l'impatto delle nanoparticelle sotto il profilo della salute e dell'ambiente. Inoltre, lo stesso favorisce lo sviluppo e l'uso sicuro e responsabile delle nanotecnologie.

I partner anticipano i tre risultati principali a cui porterà NHECD, avviato nel dicembre 2009 e il cui termine è previsto per il 2012: secondo loro, i risultati 'si auspica possano facilitare un uso sicuro delle nanoparticelle artificiali'.

Uno dei risultati del progetto sarà la creazione di un nuovo livello di informazioni per ogni singolo documento analizzato dal sistema. 'Questo livello comprende metadati e informazioni scientifiche estratte dalla pubblicazione utilizzando gli algoritmi di mining e la valutazione della pubblicazione mediante algoritmi specifici' ha detto Abel Browarnik, del Dipartimento di Ingegneria industriale presso l'Università di Tel Aviv a Notiziario CORDIS.

'La creazione di un corpo strutturato di conoscenze derivante dalle mere pubblicazioni, che sono - per definizione - un corpo di conoscenze privo di struttura e consentire a tre comunità di utenti (ricercatori, regolatori e pubblico in generale) di analizzare in modo efficace la base di conoscenze create da NHECD,' sono gli altri risultati previsti, ha aggiunto.

Mentre tutti e tre i gruppi trarranno beneficio dai risultati di NHED, ha continuato 'Riteniamo che i ricercatori saranno i più assidui utenti dei nostri risultati (come le pubblicazioni, a cui accedono principalmente i ricercatori).'

La collaborazione tra il settore della ricerca e il settore industriale è un componente essenziale del progetto NHECD. 'La loro collaborazione è essenziale poiché ci aiuta a individuare le necessità del pubblico futuro,' ha detto a Notiziario CORDIS il dottor Browarnik.

Sebbene i partner siano ottimisti sui risultati, sono altresì coscienti delle potenziali sfide che potrebbero dover affrontare. 'Le sfide che prevediamo riguardano la popolazione automatica del repository, l'estrazione delle informazioni, l'aggiornamento del repository, l'aggiornamento delle tassonomie utilizzate da NHECD, la valutazione dei documenti e il recupero intelligente,' ha affermato il dottor Browarnik.

NHECD costituirà lo stimolo per intraprendere altre ricerche in questo senso in futuro? Il professor Maimon, coordinatore del progetto, ritiene di si. 'Crediamo che il nostro lavoro stimolerà ulteriori attività di ricerca in questo senso, permettendo una visione chiara di questo ambito in modo da consentire la comprensione degli effetti delle nano particelle,' ha detto a Notiziario CORDIS.

Link
Quadro di finanziamento
  • 7FP-NMP : NANOSCIENZE, NANOTECNOLOGIE, MATERIALI E NUOVE TECNOLOGIE DI PRODUZIONE: priorità tematica 4 nell'ambito del programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea