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Impiegare le banane nella produzione della plastica

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  • CORDIS - NEWS 29/09/2009
  • ATTUAZIONE DI PROGRAMMA

logoOgni anno, dopo la raccolta dei frutti, circa 25.000 tonnellate di banani vengono buttati nei burroni delle Isole Canarie (Spagna), ma alcuni ricercatori finanziati dall'Unione europea stanno sviluppando una nuova tecnica che dovrebbe rendere possibile usare proprio queste piante scartate per la produzione di oggetti in plastica. I risultati, assolutamente innovativi, aiuteranno gli europei a sviluppare metodi nuovi e sostenibili per la produzione di materiali.

La ricerca fa parte del progetto BADANA ('Development of an automated process to extract fibres from the waste of banana food production for exploitation as a sustainable reinforcement in injection - and rotomoulded products'), finanziato dall'Unione europea in riferimento al tema 'Ricerca a favore delle PMI' del Settimo programma quadro (7° PQ). Il progetto, avviato nel luglio 2009 e di durata biennale, ha ricevuto finanziamenti per l'ammontare di 1 milione di euro.

Al progetto partecipa il Polymer Processing Research Centre della Queen's University di Belfast. I ricercatori stanno lavorando alla messa a punto di nuove procedure per incorporare i sottoprodotti derivanti dalle piantagioni di banane delle Isole Canarie nella produzione di oggetti in plastica mediante stampaggio rotazionale. Quello dello stampaggio rotazionale è un processo generalmente utilizzato per la produzione di oggetti cavi, come bambole e oggetti d'uso domestico.

'Quasi il 20% delle banane consumate in Europa provengono dalle Isole Canarie. Solo sull'isola di Gran Canaria crescono ogni anno circa 10 milioni di banani', ha spiegato Mark Kearns, manager dello stampaggio rotazionale presso il Polymer Processing Research Centre. 'Una volta che i frutti sono stati raccolti, la parte restante delle piante finisce tra i rifiuti', ha aggiunto.

'Il progetto BADANA mira a trovare un utilizzo pratico per queste piante. Le fibre naturali contenute al loro interno potrebbero essere sfruttate per la produzione mediante stampaggio rotazionale di materiali plastici utilizzati per creare oggetti di uso quotidiano, quali taniche per la benzina, bidoni con ruote per la raccolta dei rifiuti, parchi acquatici, coni stradali, bambole in plastica e numerosi tipi di barche', ha confermato il dottor Kearns.

'Le fibre del banano saranno lavorate e trattate per poi essere aggiunte a una miscela di materiali plastici e inserite tra due spessi strati di plastica pura in grado di garantire proprietà strutturali eccellenti .

A beneficiare di questa innovazione non saranno solo le PMI, ma anche l'ambiente. Il dottor Kearns ha spiegato che grazie a questa tecnica all'avanguardia verrà ridotta in modo significativo la quantità di polietilene utilizzata nello stampaggio rotazionale. Si arriverà dunque ad 'un'era nuova e più ecocompatibile per la produzione di materiali plastici mediante stampaggio rotazionale'.

Inoltre, la tecnica sviluppata dal progetto BADANA contribuirà ad aumentare i margini di profitto dei proprietari delle piantagioni che saranno presto nella condizione di vendere i milioni di piante che andrebbero normalmente buttate dopo il raccolto. Infine, l'iniziativa dovrebbe contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro nella regione.

Il progetto ha visto la collaborazione, oltre a quella dei ricercatori del Regno Unito, di ricercatori provenienti da Bulgaria, Spagna e Ungheria.

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Quadro di finanziamento
  • 7FP-SME : RICERCA A FAVORE DELLE PMI nell'ambito del programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea