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Relazione speciale n. 13/2009 «La delega di compiti d'esecuzione alle agenzie esecutive: una scelta valida?»

  • 21057
  • GAZZETTA UFFICIALE UNIONE EUROPEA - SERIE C 19/11/2009
  • PUBBLICAZIONE

Le agenzie esecutive sono organismi comunitari dotati di personalità giuridica creati dalla Commissione al fine di attuare mediante delega, per la totalità o per una parte, i programmi di spesa dell’UE.
La Commissione resta responsabile dei compiti strategici e della supervisione delle attività delegate.

Le agenzie esecutive sono un fenomeno relativamente recente nel paesaggio istituzionale dell ’UE. Da  2003, sono state create sei agenzie esecutive, che hanno la responsabilità di gestire una dotazione finanziaria di circa 32 miliardi di euro per il periodo che va sino al 2013. Per il
2009, il personale autorizzato di cui esse dispongono è pari a 1339 unità. Si tratta perlopiù di agenti contrattuali.

L’audit della Corte è inteso a valutare se la delega di compiti gestionali alle agenzie esecutive si sia dimostrata una scelta valida ai fini dell’esecuzione del bilancio dell’Unione europea.

A tale proposito, esso ha preso in esame in particolare:

  • se la decisione di dare vita ad un'agenzia esecutiva sia stata supportata da un’adeguata analisi delle esigenze e dei vantaggi potenziali;
  • quali benefici si siano ottenuti in termini di risparmio, di miglioramento dei servizi e di altri incrementi d’efficienza;
  • se la Commissione abbia assolto in maniera efficace al suo ruolo di supervisione dell’attività delle agenzie.

La Corte ha rilevato quanto segue:

  • l ’iniziativa di dare vita alle agenzie esecutive è legata soprattutto a vincoli in materia di occupazione in seno alla Commissione e non si basa sulle caratteristiche intrinseche dei programmi stessi;
  • le analisi costi-benefici (ACB), richieste dalla normativa a sostegno della decisione di creare le agenzie, hanno tenuto poco conto degli aspetti non finanziari e hanno omesso alcuni fattori importanti per quanto riguarda i costi. Il quadro fornito, anche se indiscutibilmente positivo dal punto di vista finanziario, non è pienamente accurato. Le analisi costi-benefici hanno fornito un contributo piuttosto limitato al processo decisionale;
  • in termini di vantaggi ottenuti, vi sono evidenti risparmi risultanti dalla prevalenza di agenti contrattuali con retribuzioni inferiori, anche tenendo conto dei costi aggiuntivi legati alla creazione di nuovi posti per le funzioni di supervisione e sostegno sia alla Commissione che presso le agenzie. Tuttavia, l’importo reale dei risparmi dipende dalla riconversione del personale della Commissione che svolgeva in precedenza le attività che sono state rilevate dalle agenzie e dalla soppressione di posti per agenti contrattuali nell’ambito dei corrispondenti settori del programma presso la Commissione. La mancanza di informazioni affidabili sulla situazione ex ante presso la Commissione non permette di verificare l’entità dei r isparmi;
  • a causa della loro specializzazione in compiti ben identificabili e definiti in maniera specifica, le agenzie garantiscono servizi migliori in termini di riduzione dei tempi per gli appalti, di procedure di approvazione più rapide per le relazioni tecniche e finanziarie e di minori ritardi nei pagamenti. Altri miglioramenti qualitativi riguardano la semplificazione delle procedure, l'incremento delle comunicazioni esterne e una maggiore diffusione dei risultati, elementi, questi, che contribuiscono ad accrescere la visibilità dell’UE. D'altro canto, non risulta dimostrata la flessibilità attesa in materia di assunzioni del personale;
  • la supervisione della Commissione sull’attività delle agenzie è abbastanza limitata: i programmi di lavoro annuali (soggetti all’approvazione da parte della Commissione) vengono scarsamente utilizzati per fissare obiettivi miratii; il monitoraggio si concentra principalmente su indicatori riferiti più a come vengono svolti i compiti che non ai risultati prodotti; le relazioni si limitano solitamente a trattare l’esecuzione del bilancio e omettono la misura dei progressi compiuti su base pluriennale e l’individuazione delle azioni correttive per il futuro.

Le principali raccomandazioni che la Corte rivolge alla Commissione sono le seguenti:

  1. riesaminare le procedure adottate per identificare il potenziale dell’esternalizzazione e per prendere decisioni in materia di creazione o ampliamento delle agenzie;
  2. migliorare la qualità delle analisi costi-benefici affinché esse possano contribuire pienamente e in maniera efficace all’iter decisionale;
  3. accertarsi di disporre di dati pertinenti e affidabili sui carichi di lavoro e sulla produttività relativi all’attuazione dei compiti delegati, sia prima che dopo l’esternalizzazione;
  4. identificare i fattori di successo che hanno permesso alle agenzie esecutive di ottenere risultati migliori e applicarli in maniera analoga ai programmi che continuano ad essere gestiti internamente;
  5. supervisionare le agenzie fissando obiettivi orientati ai risultati e mirati, utilizzando un numero limitato di indicatori di performance pertinenti che possano rappresentare una base per gli obiettivi degli anni successivi.

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Quadro di finanziamento
  • 7FP-CAPACITIES : CAPACITÀ: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP-IDEAS : IDEE: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • 7FP-PEOPLE : PERSONE: programma specifico del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
  • CIP : Programma quadro per la competitività e l’innovazione
  • SALUTE PUBBLICA 2008-2013 : Secondo programma d’azione comunitaria in materia di SALUTE (2008-2013)
  • Marco Polo II : Secondo programma «Marco Polo» relativo alla concessione di contributi finanziari comunitari per migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto merci «Marco Polo II»
Area di interesse
  • Unione Europea