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Valutazione intermedia del 7°Programma Quadro (2007-2013)

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  • APRE 10/12/2010
  • PUBBLICAZIONE

La valutazione intermedia del 7° Programma Quadro, realizzata da un gruppo di esperti nominato dalla DG RTD nella primavera del 2010, esamina lo stato di avanzamento della ricerca europea, suggerisce nuove soluzioni per i prossimi anni e propone raccomandazioni per la definizione dell’8°PQ.

L’analisi ha preso in considerazione differenti aspetti: la cooperazione transnazionale; la ricerca di frontiera sulla base di criteri di eccellenza; il rafforzamento del potenziale umano nella ricerca e nella tecnologia; la promozione di un dialogo tra scienza e società; comunicazione e disseminazione delle conoscenze; gli aspetti di genere ed il rafforzamento delle capacità di ricerca.

Si noti tuttavia che le sfide sovra citate, hanno risentito pesantemente del quadro di profonda crisi economica intervenuta nell’ultimo periodo. La ‘crescita intelligente, sostenibile e solidale’, slogan al centro dell’agenda Europa 2020, rimane comunque l’indicazione di massima per lo sviluppo nel prossimo decennio.

I dati statistici
Le statistiche sul 7 ° PQ dimostrano che tutti gli Stati membri sono coinvolti nel 7 ° PQ. Tuttavia la partecipazione dei Paesi europei è alquanto eterogenea. Nei tre anni 2007-2009, sono stati conclusi 170 inviti a presentare proposte, con 55.379 proposte arrivate alla Commissione da tutta Europa, delle quali 41.474 hanno rispettato i criteri di eleggibilità e 9.121 (il 21,8% del totale) hanno infine negoziato il loro finanziamento.

Le percentuali di successo sono aumentate tra il 2007 ed il 2009, da poco più di un quinto a poco meno di un quarto in termini di proposte ritenute finanziabili dalla Commissione, ma rimane solo poco più del 20% il finanziamento effettivamente erogato dalla CE.

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Secondo i dati della Commissione, le PMI rappresentano il 16,5% dei partner nei signed grant agreements finali sotto il programma Cooperation e rappresentano il 14,7% delle richieste dei contributi comunitari. Traqueste, poco meno di due terzi partecipa in Cooperation mentre il 27% in Capacities; pochissima è invece la partecipazione delle PMI al programma Ideas (appena 3 su 903).

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Dalla relazione della Commissione emerge anche un altro dato particolarmente preoccupante: il tempo medio per il time to grant (TTG) è di 350 giorni ed è in costante aumento.
I dati mostrano che 1/ 24 delle proposte hanno dato luogo ad una richiesta di ‘risarcimento’ . Tuttavia solo in 86 casi su 1.601 le richieste sono state accolte e, di queste, solo 19 effettivamente rivalutate. In proporzione alla quota totale delle domande, il tasso di rivalutazione è molto basso (circa 0,05%).
La lunga durata di questi negoziati ha comunque un effetto aritmetico sull’aumento dei tempi medi di erogazione dei fondi.

L’analisi
La valutazione intermedia fatta dagli esperti richiama l’attenzione sul fatto che il 7°PQ è ormai divenuto elemento essenziale nell’ambito dei finanziamenti alla ricerca e l’innovazione in Europa; questo è già un primo importantissimo risultato. Così come è un risultato concreto l’imposizione dell’eccellenza come unico vero criterio di selezione dei progetti. La competizione su questo punto è forte ed in costante crescita, garantendo così il finanziamento di progetti di qualità e l’uso efficace delle risorse.
Se da un lato sono molti i segnali positivi, dall’altro persistono evidenti problemi e mancanze.
Prima fra tutte il peso degli oneri amministrativi derivanti dalla partecipazione al 7PQ. Troppo lunghi i tempi medi di erogazione dei fondi, troppe le procedure necessarie alla valutazione dei progetti, ingombranti, sproporzionate e poco flessibili. A farne le spese sono spesso le PMI, incapaci di sostenere costi derivanti dal cattivo funzionamento amministrativo. Essenziale in questo senso sarà l’attuazione di una reale politica di semplificazione. In particolare, il rapporto rischio-fiducia deve essere completamente ripensato: appare chiaro ormai che l’attuale cultura avversa al rischio inibisce la partecipazione, soprattutto delle ricerche più innovative.
Da ridefinire inoltre con chiarezza il rapporto tra ricerca pura ed ‘innovazione’, che appare ad oggi piuttosto oscuro e di difficile comprensione.
Sforzi considerevoli sono ancora necessari per la realizzazione di un efficace coordinamento tra gli Stati membri e l’Unione europea, al fine di distribuire gli investimenti in maniera equa su tutto il territorio europeo. Infatti il tasso di successo dei Paesi richiedenti differisce ancora troppo tra Paesi che hanno aderito all’UE nel 2004 e nel 2007 ed i Paesi dell’UE-15 (che al suo interno rileva comunque diverse velocità tra Paesi continentali e mediterranei). Si ricorda infine come ancora troppo bassa sia la partecipazione femminile al processo di ricerca in Europa, sia in termini quantitativi, che qualità nei ruoli ricoperti all’interno dei progetti.
La partecipazione delle donne ricercatrici a progetti di ricerca è ben al di sotto del 40% previsto come obiettivo target dalla CE. I dati risalenti al 6 °PQ mostravano come solo il 16-17% dei coordinatori scientifici e scienziati in carica fossero donne; ad oggi la cifra corrispondente al 7 ° PQ è del 25,5%.
Si registrano dunque meno progressi di quanto si potesse sperare.

raccomandazioni

Quadro di finanziamento
  • 7FP : VII PROGRAMMA QUADRO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO E DIMOSTRAZIONE
Area di interesse
  • Unione Europea