• Condividi su Facebook

Bilancio a lungo termine dell'UE: raggiunto l'accordo tra il Consiglio e il Parlamento

  • 49121
  • VARIE - UE 10/11/2020
  • INFORMAZIONE

bilancio UERaggiunto il 10 novembre l'accordo politico tra la presidenza tedesca del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo nell'ambito di colloqui e consultazioni volti a ottenere l'approvazione del Parlamento sul bilancio a lungo termine dell'UE.

L'accordo integra il pacchetto finanziario globale di 1.824,3 miliardi di euro negoziato dai leader dell'UE a luglio, che riunisce il prossimo quadro finanziario pluriennale (1.074,3 miliardi di euro) e Next Generation EU, lo strumento temporaneo per la ripresa di 750 miliardi di euro. 

Il Parlamento ha ottenuto, nel compromesso, 16 miliardi di euro in aggiunta al pacchetto concordato dai capi di Stato e di governo al Vertice di luglio. Di questi, 15 miliardi di euro rafforzeranno i programmi faro dell’UE per proteggere i cittadini dall'attuale pandemia Covid-19, fornire opportunità alla prossima generazione e preservare i valori europei, mentre il restante miliardo di euro andrà ad aumentare la flessibilità di bilancio per far fronte a possibili esigenze e a crisi future.

Il pacchetto politico concordato con il Parlamento comprende, più nel dettaglio:

  • un rafforzamento dei programmi dell'UE, tra cui Horizon Europe, EU4Health ed Erasmus+, pari a 15 miliardi di euro attraverso mezzi supplementari (12.5 miliardi di euro) e riassegnazioni (2,5 miliardi di euro) nel corso del prossimo periodo finanziario, rispettando nel contempo i massimali di spesa stabiliti nelle conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio. In particolare il programma di scambio studentesco Erasmus+ è aumentato di 2.2 miliardi di euro (passando da 21.2 a 23.4 miliardi di euro), la spesa sanitaria in EU4Health di 3.4 miliardi di euro (passando così da 1.7 miliardi, la cifra definita dagli Stati membri, a 5.1, a fronte della proposata della Commissione di 9,4 miliardi), il programma InvestEU ha ottenuto un ulteriore miliardo di euro (passando da 8.4 a 9.4 miliardi di euro, a fronte dei 31.6 miliardi proposti dalla CE) e Horizon Europe 4 miliardi di euro per un totale di 84,9 miliardi di euro (in prezzi 2018)
  • maggiore flessibilità per consentire all'UE di poter rispondere a esigenze impreviste
  • maggiore coinvolgimento dell'autorità di bilancio nel controllo delle entrate nell'ambito di Next Generation EU
  • maggiore ambizione in materia di biodiversità e rafforzamento del monitoraggio della spesa per quanto riguarda la biodiversità, il clima e le questioni di genere
  • una tabella di marcia indicativa per l'introduzione di nuove risorse proprie

I fondi aggiuntivi saranno attinti principalmente da importi provenienti da multe per la violazione della concorrenza leale (che le aziende devono pagare quando non rispettano le regole dell'UE), in linea con la richiesta originale del Parlamento che i fondi generati dall'Unione rimangano nel bilancio dell'UE.

Questioni orizzontali: obiettivi di biodiversità e pari opportunità

Ci sarà un monitoraggio rafforzato sul rispetto degli obiettivi in tema di clima e biodiversità, al fine di garantire che almeno il 30% dell'importo totale del bilancio dell'Unione e delle spese dell'UE per la ripresa sostenga gli obiettivi climatici. Inoltre, è stato inserito l’obiettivo di raggiungere il 7,5% della spesa annuale dedicata agli obiettivi della biodiversità a partire dal 2024 e il 10% a partire dal 2026.

Un'altra priorità orizzontale del nuovo QFP sarà la promozione della parità di genere, accompagnata da un'approfondita valutazione dell'impatto di genere dei programmi comunitari.

Aumento di budget per Horizon Europe (ma arrivano nuovi veti)

Il compromesso raggiunto fissa dunque per Horizon Europe un budget di 84.9 miliardi di euro (in prezzi 2018), dei quali 79.9 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 5 da Next Generation EU. A prezzi correnti il bilancio corrisponde a circa 95 miliardi di euro. Un ottimo risultato e un inaspettato cambio di rotta rispetto ai tagli alla scienza e agli altri programmi europei concordato a luglio dai leader dell'UE, che decisero di destinare 80,9 miliardi di euro (ai prezzi del 2018) ad Horizon Europe, molto meno di 94,4 miliardi di euro proposti dalla Commissione Europea. Decisione fortemente osteggiata dai parlamentari europei e che ora esprimono grande soddisfazione per l'accordo raggiunto. La sfida per i negoziatori sarà ora quella di capire come dividere equamente i fondi extra all'interno di Horizon Europe, con funzionari legati ai partenariati pubblico-privato, al Consiglio Europeo della Ricerca, alle nuove missioni di ricerca e al Consiglio Europeo dell'Innovazione, tutti in cerca di più denaro.

Malgrado l'accordo raggiunto, il destino dei 4 miliardi di euro previsti per Horizon Europe rimane incerto, dato che Ungheria e Polonia hanno posto il 16 novembre il veto al budget nel tentativo di annacquare le nuove disposizioni che legano il bilancio dell'UE al mantenimento dei parametri dello stato di diritto stabiliti dall'UE.

Prossimi passi

L'accordo sarà ora presentato agli Stati membri per l'approvazione definitiva in Consiglio e in Parlamento insieme agli altri elementi del prossimo quadro finanziario pluriennale e del pacchetto di recupero, compreso il regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione, su cui il 5 novembre è stato raggiunto un accordo provvisorio da parte della presidenza del Consiglio e dei negoziatori del Parlamento. 

A seguito del veto posto da Ungheria e Polonia, a meno di due mesi dall'inizio di Horizon Europe, gli attori della ricerca temono ora che l'attenzione si sposti sulla soluzione dell'ennesima crisi politica, invece di trovare il modo giusto per dare priorità al budget di Horizon Europe. I colloqui trilaterali tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio, previsti per la prima settimana di dicembre per definire gli ultimi dettagli del bilancio di Horizon, potrebbero essere ritardati fino a quando la situazione di stallo causata dall'Ungheria e dalla Polonia non sarà superata.

Da qui alla prima settimana di dicembre sono già state programmate diverse tornate di discussioni tecniche su Horizon Europe, ma il veto di lunedì pone dubbi sulle tempistiche e la rapida soluzione della questione.

Link
Quadro di finanziamento
Area di interesse
  • Unione Europea