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Relazione invita ad investire di più nella R&S per promuovere la competitività del settore delle TIC

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  • CORDIS - NEWS 28/11/2006
  • PUBBLICAZIONE
immagine L'Europa deve investire di più nella ricerca e sviluppo (R&S) per assicurarsi in futuro un ruolo competitivo nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). È solo una delle numerose raccomandazioni formulate in una relazione pubblicata dalla task force della Commissione europea sulla competitività e l'adozione delle TIC. Secondo la relazione, il settore delle TIC poggia sulla R&S più di qualsiasi altro settore industriale, e la natura stessa di questo comparto richiede brevi cicli di innovazione che rispondano alle nuove esigenze del mercato. «Questa intensità è eccezionale rispetto ad altri importanti settori, ad esempio quello automobilistico e chimico. Le TIC costituiscono inoltre il motore innovativo di applicazioni in altri comparti fondamentali. I suoi effetti infatti si ripercuotono con andamento orizzontale sulla società e sulle imprese in senso lato», si legge nella relazione. Eppure, sebbene le TIC abbiano rappresentato negli ultimi 10 anni oltre il 25% della ricerca totale comunitaria e la metà della crescita della produttività dell'UE, la relazione avverte che tali cifre non sono sufficienti per garantire il futuro sviluppo del settore e migliorare la competitività globale dell'UE. Nel complesso, l'Europa sta investendo attualmente meno di altre regioni nell'innovazione e nella R&S. In base alle statistiche, nel 2003, l'intensità di R&S nell'UE era pari all'1,93% del PIL, ben al di sotto degli Stati Uniti (2,59%) e del Giappone (3,15%), ma superiore alla Cina (1,31%). Ma se l'UE continua a investire allo stesso ritmo, la Cina presto recupererà, avverte la relazione. In considerazione del ruolo critico svolto dalle TIC quale motore di crescita e di competitività, la relazione sostiene che l'attenzione, in futuro, dovrebbe essere rivolta agli investimenti a favore dello sviluppo «di infrastrutture di accesso e di reti di base di prossima generazione, delle piattaforme di servizi, e di nuove proposte di servizi», ai fini della prestazione di «nuovi servizi rivolti ai mercati professionali, residenziali e dei servizi pubblici». «Il loro successo determinerà in larga misura la futura posizione competitiva e il benessere in Europa, nonché il successo del settore delle TIC e dell'industria comunitaria nel suo complesso in un ambiente competitivo globale», sostengono gli autori della relazione. Per incoraggiare l'aumento della spesa e mettere a profitto la R&S esistente, il documento raccomanda quanto segue:
  • introdurre regimi fiscali per l'innovazione nella R&S e sostenere i raggruppamenti tecnologici come poli globali di competitività;
  • rendere prioritaria e sostenere un'effettiva collaborazione nella R&S, come ad esempio nell'ambito delle piattaforme tecnologiche europee e delle iniziative tecnologiche congiunte, e utilizzare i finanziamenti disponibili a favore delle TIC a titolo del Settimo programma quadro;
  • rendere prioritari i mercati di punta e sviluppare una politica europea sugli appalti pubblici per stimolare la domanda del mondo imprenditoriale in merito alla R&S;
  • fornire finanziamenti alla ricerca per l'innovazione nei servizi TIC a livello comunitario e nazionale;
  • creare una disciplina accademica e uno spazio di ricerca con il fine di migliorare l'insegnamento dell'innovazione dei servizi;
  • incoraggiare rapporti a lungo termine in materia di R&S fra le imprese e le università;
  • riformare la politica comunitaria in materia di aiuti di Stato al fine di creare un'unica categoria di «R&S industriale» per autorizzare gli aiuti fino al 50%;
  • introdurre misure atte a garantire un equo terreno di gioco a livello globale in settori chiave per le TIC, quali l'industria dei semiconduttori, per rafforzare i potenziali di raggruppamento delle TIC;
  • creare un ambiente favorevole ai capitali di rischio di nuove imprese, o creare un fondo unico per i capitali di rischio, come proposto nella relazione Aho sull'innovazione.
La relazione chiede inoltre di rendere prioritaria l'interoperabilità, di rafforzare il mercato interno, di ridurre i costi dei brevetti e di sviluppare un efficace meccanismo di protezione dei diritti di proprietà intellettuale che promuova gli investimenti nelle TIC, nonché di colmare il divario in termini di competenze informatiche che caratterizza la forza lavoro europea. Istituita nel giugno 2006, la task force è solo una delle numerose iniziative della Commissione destinate a promuovere la creazione, nell'UE, di un ambiente imprenditoriale più favorevole nell'ambito dell'iniziativa Crescita e occupazione. La Commissione afferma che darà seguito alle raccomandazioni della task force nel 2007, presentando alcune proposte per azioni specifiche. Commentando la relazione, il vicepresidente della Commissione e commissario competente per le Imprese e l'industria Günter Verheugen ha dichiarato: «La task force ha fornito un'immagine chiara di dove andrebbero concentrati gli sforzi volti ad accrescere la competitività del settore delle TIC, che è la base dell'innovazione e della crescita.» Fonte: Relazione della task force sulla competitività e l'adozione delle TIC
Referente
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Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-ICT : TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE: priorità tematica 3 nell'ambito del programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro