• Condividi su Facebook

Relazione sul clima chiede politiche urgenti che combinino mitigazione e adattamento

  • 15419
  • CORDIS - NEWS 10/04/2007
  • PUBBLICAZIONE
immagine Il 6 aprile è stata pubblicata la seconda di una serie di quattro relazioni internazionali sul cambiamento climatico, da cui è emerso che miliardi di persone nel mondo sono esposte a carenze alimentari e idriche e a un rischio maggiore di inondazioni. La relazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) si basa su oltre 29 000 dati sui cambiamenti osservati negli aspetti fisici e biologici dell'ambiente. Gli scienziati dell'IPCC ritengono che l'89% dei dati confermi una tendenza al riscaldamento del pianeta. «Per la prima volta non stiamo più sbandierando modelli, bensì dati empirici ed effettivamente misurabili», ha affermato il copresidente del gruppo di lavoro II dell'IPCC, Martin Parry. La relazione raccomanda un insieme di misure di adattamento e mitigazione volte a ridurre i rischi associati al cambiamento climatico. «Neanche gli sforzi più rigorosi di mitigazione degli effetti possono evitare le ulteriori conseguenze del cambiamento climatico dei prossimi decenni, il che rende necessario l'adattamento, in particolare per gli impatti a breve termine. [...] Di qui l'importanza di un portafoglio di strategie, o di una loro combinazione, che comprenda la mitigazione, l'adeguamento, lo sviluppo tecnologico (per potenziare adattamento e mitigazione) e la ricerca (sulla scienza climatica, gli impatti, l'adattamento e la mitigazione)», si legge nella sintesi per i responsabili politici. Il testo elenca una serie di cambiamenti osservati, accompagnati dal grado di certezza che siano stati causati dal riscaldamento terrestre. La «certezza elevata» riguarda il fatto che oggi vi è un maggior numero di laghi glaciali e di dimensioni più grandi, che si verificano più cadute massi nelle regioni montane e che sono cambiati gli ecosistemi artico e antartico, a spese dei predatori che occupano i primi posti della catena alimentare. La certezza «elevata» è associata al riscaldamento di laghi e fiumi, un fenomeno che a propria volta sta influendo sulla struttura termica e sulla qualità dell'acqua, e la stessa certezza è associata ai cambiamenti che interessano l'abbondanza di alghe, plancton e pesci negli oceani a latitudini elevate, all'incremento delle alghe e dello zooplancton, e alla migrazione precoce dei pesci nei fiumi. La certezza rispetto effetti sui sistemi biologici terrestri è ancora maggiore. Vi è la «certezza molto elevata» che eventi tipicamente primaverili, quali il germogliare delle foglie, le migrazioni degli uccelli e la deposizione delle uova, si stiano verificando in anticipo, e che abbiano avuto luogo spostamenti verso i poli e verso altitudini maggiori delle specie vegetali e animali. Il commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas ha dichiarato che l'impatto e l'importanza del lavoro svolto dall'IPCC non corrono il rischio di essere sopravvalutati. Ha osservato che poche settimane dopo la pubblicazione della relazione del gruppo di lavoro I, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno impegnato l'Unione ad attuare un pacchetto ambizioso di politiche e obiettivi nel campo dell'energia e del cambiamento climatico. «L'Unione europea non aspetta che siano gli altri a prendere l'iniziativa. Ancor prima dell'inizio dei negoziati per un accordo mondiale, i leader dell'UE hanno convenuto che l'Unione debba assumersi un impegno forte e indipendente per ridurre le nostre emissioni di almeno il 20%», ha dichiarato il commissario Dimas. «Nei dibattiti attuali sul clima, tutti aspettano che siano gli altri paesi a muoversi per primi. Solo la leadership dell'UE può porre fine a questo stallo.» Il commissario ha anche sottolineato il ruolo che il Settimo programma quadro (7PQ) dell'UE svolgerà nell'affrontare il cambiamento climatico. Ha ricordato l'aumento significativo del bilancio per la ricerca sulla mitigazione e l'adattamento al cambiamento climatico, nonché sull'energia e le tecnologie di trasporto. La Commissione intende inoltre avviare entro il 2015 12 progetti dimostrativi su larga scala nel campo del sequestro e dell'immagazzinamento del carbonio. La prima relazione dell'IPCC di quest'anno, pubblicata lo scorso febbraio, aveva concluso che vi era una probabilità di almeno il 90% che le attività umane fossero le principali responsabili del riscaldamento osservato dal 1950. La terza relazione, prevista per maggio, sarà incentrata sulle modalità per frenare l'aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra e della temperatura, mentre la quarta relazione, attesa per novembre, fornirà una sintesi di tutte le conclusioni. Fonte: Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC); Commissione europea; fonti di stampa
Referente
Link
Identificativo dell'invito
Quadro di finanziamento
  • 7FP-ENVIRONMENT : AMBIENTE (COMPRESI I CAMBIAMENTI CLIMATICI): priorità tematica 6 nell'ambito del programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea
Stanziamento in euro