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Mediante EPOCA inizia una nuova era per gli oceani del mondo

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  • CORDIS - NEWS 18/07/2008
  • ATTUAZIONE DI PROGRAMMA

logoLo scorso giugno è stato lanciato il più grande consorzio di ricerca dell'UE per combattere l'acidificazione degli oceani. Il progetto europeo sull'acidificazione dell'oceano (EPOCA) unisce oltre 100 scienziati appartenenti a 27 organizzazioni in 9 paesi. Il suo scopo è di documentare l'acidificazione dell'oceano e di investigare il suo impatto sui processi biologici. Basandosi su queste informazioni, il progetto può quindi prevedere le sue conseguenze per i prossimi 100 anni e consigliare i responsabili delle politiche su soglie potenziali o punti critici che non devono essere sorpassati. Il progetto è finanziato in parte dall'UE con 6,5 Mio EUR.

I governi del mondo (in particolare l'UE) stanno compiendo molte azioni per affrontare i cambiamenti climatici, e molte azioni ancora sono in fase di pianificazione. Tuttavia, prima di poterle applicare, sono spesso necessarie più informazioni in modo da essere sicuri di evitare ulteriori danni; questa è infatti la base del principio precauzionale al quale l'UE si attiene scrupolosamente. Questo è anche il criterio di base di EPOCA.

Il consorzio sta effettuando ricerche sull'acidificazione dell'oceano e su ogni possibile collegamento con la fertilizzazione dell'oceano. La fertilizzazione dell'oceano è il controverso processo per cui vengono aggiunte sostanze nutritive agli oceani e ai mari del mondo per favorire la crescita di alghe che assorbono l'anidride carbonica. Con il fare questo, si ritiene che sia possibile sequestrare, o intrappolare, le emissioni di biossido di carbonio.

Gli oppositori sostengono invece che, aumentando i livelli di biossido di carbonio, si aumenterà anche il livello di acidità dell'acqua. Questo potrebbe avere un grave effetto sugli animali dotati di guscio o carapace tra cui ostriche, granchi e aragoste, poiché l'acidità potrebbe ostacolare la loro capacità di formare il loro guscio protettivo. Questo li renderebbe quindi particolarmente esposti ai predatori e sovvertirebbe in modo negativo la catena alimentare per molti anni a venire.

Agli sforzi di ricerca si è unito anche la Commissione oceanografica intergovernativa (IOC) dell'Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO). Il loro compito è quello di assicurare che la ricerca sull'acidificazione dell'oceano, portata avanti mediante il progetto, sia coordinata con le attività di ricerca di scienziati non UE. Nello specifico, la IOC lavorerà con scienziati di EPOCA e non per sviluppare accordi internazionali su protocolli e norme per gli esperimenti di ricerca sull'acidificazione dell'oceano.

In accordo con il consorzio, la IOC mira a sviluppare metodologie comuni allo scopo di identificare differenze, o mancanza di differenze, nella calcificazione tra varie unità tassonomiche, regioni e nel tempo, e di garantire che i dati vengano riportati in maniera da essere comprensibili e accessibili agli scienziati anche tra vari decenni per poter rilevare i cambiamenti.

È stato durante la 9° conferenza delle parti della convenzione sulla Diversità biologica, tenutasi dal 19 al 30 maggio 2008, che è stata annunciata una moratoria sulla fertilizzazione dell'oceano. Alla conferenza erano presenti i delegati di 191 paesi, compresi paesi dell'UE.

Ai paesi viene chiesto di garantire che le attività di fertilizzazione dell'oceano non vengano svolte fino a quando non vi sia un'adeguata base scientifica. I delegati hanno anche convenuto sul fatto che la Convenzione sulla diversità biologica (CBD) dovrebbe rivolgersi alla Convenzione di Londra per una guida sulla regolamentazione della fertilizzazione. La versione finale del documento approvato verrà pubblicata nel corso di questo mese dal segretariato CBD.

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Quadro di finanziamento
  • 7FP-ENVIRONMENT : AMBIENTE (COMPRESI I CAMBIAMENTI CLIMATICI): priorità tematica 6 nell'ambito del programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea