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I cambiamenti climatici potrebbero distruggere le riserve d'acqua dell'Asia

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  • CORDIS - NEWS 17/06/2010
  • ATTUAZIONE DI PROGRAMMA

logoSecondo una nuova ricerca condotta nei Paesi Bassi, i cambiamenti climatici sconvolgeranno la sicurezza alimentare dell'Asia negli anni a venire. Lo studio, presentato sulla rivista Science, è stato finanziato in parte dal progetto CEOP-AEGIS ('Coordinated Asia-European long-term observing system of Qinghai Tibet plateau hydro-meteorological processes and the Asian monsoon system with ground satellite image data and numerical simulations'), che si è assicurato 3,4 milioni di euro nell'ambito del tema 'Ambiente' del Settimo programma quadro (7° PQ) dell'UE.

I ricercatori, dell'Università di Utrecht e di FutureWater, un gruppo olandese che si occupa di ricerca e consulenza con particolare competenza nelle questioni di gestione dell'acqua, hanno detto che una regione dell'Himalaya andrà incontro a una significativa perdita nelle precipitazioni di neve e nell'acqua di disgelo, che avrà un enorme impatto sulle vite di oltre 60 milioni di persone in Asia.

'Le montagne sono i serbatoi d'acqua del mondo, compresa l'Asia, i cui fiumi sono tutti alimentati dall'altopiano tibetano e dalle catene montuose adiacenti,' scrivono gli autori. 'La neve e lo scioglimento del ghiaccio sono processi idrologici importanti in queste zone e si stima che i cambiamenti di temperatura e delle precipitazioni avranno effetti gravi sulle caratteristiche dello scioglimento.'

Il team ha sottolineato che mentre gli studi precedenti si occupavano dell'importanza dello scioglimento del ghiaccio e della neve, nonché dei potenziali effetti dei cambiamenti climatici sull'idrologia a valle, essi erano più che altro qualitativi o locali. Attualmente c'è una lacuna informativa sul ruolo fondamentale che la neve e lo scioglimento del ghiaccio hanno nell'idrologia dei fiumi dell'Asia, e sugli effetti che i cambiamenti climatici potrebbero avere sull'approvvigionamento di acqua e sulla sicurezza alimentare a valle.

Nel loro studio, i ricercatori hanno studiato il ruolo dei processi idrogeologici nelle aree a monte (aree che sono oltre 2000 metri al di sopra del livello del mare) sull'approvvigionamento d'acqua dei cinque maggiori bacini del sud-est asiatico: Indus, Ganges, Brahmaputra, Yangtze e Fiume Giallo. Oggi, oltre 1,4 miliardi di persone dipendono dall'acqua di questi 5 bacini. Il team ha scoperto che mentre la perdita maggiore è prevista nei bacini dell'Indus e del Brahmaputra, la disponibilità di acqua per l'irrigazione nel bacino del Fiume Giallo aumenterà.

'Il ruolo dell'acqua di disgelo nel bacino dell'Indus è molto più significativa rispetto agli altri bacini fluviali dell'Asia,' ha detto l'autore principale, il dott. Walter Immerzeel, un esperto di geo-informatica, gestione delle risorse idriche e cambiamenti climatici dell'Università di Utrecht e FutureWater, spiegando che le sezioni asciutte a valle dell'Indus ospitano una delle più grandi reti di irrigazione al mondo e sono completamente dipendenti dalle acque di disgelo.

'I nostri calcoli modello mostrano che il Brahmaputra e l'Indus sono i più vulnerabili. Secondo le nostre stime, questo minaccerà la sicurezza alimentare dei quasi 60 milioni di abitanti di queste zone entro il 2050,' ha aggiunto il dott. Immerzeel. Il fatto che queste aree siano così densamente popolate e che l'agricoltura irrigata e le acque di disgelo siano tanto richieste è il fattore che sta facendo avanzare questa allarmante tendenza.

I cambiamenti climatici stanno anche influenzando le dimensioni e la portata dei ghiacciai himalayani. 'Il declino glaciale osservato però varia ampiamente da regione a regione e c'è un alto grado di incertezza riguardo la velocità del declino,' ha spiegato il professor Marc Bierkens, Capo del dipartimento di Geografia fisica dell'Università di Utrecht. 'Le tendenze identificate nelle previsioni di portata dei fiumi però non tengono conto di questa incertezza.'

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Quadro di finanziamento
  • 7FP-ENVIRONMENT : AMBIENTE (COMPRESI I CAMBIAMENTI CLIMATICI): priorità tematica 6 nell'ambito del programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
Area di interesse
  • Unione Europea