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ULTIME DALL’EUROPA: quale futuro per la politica di ricerca e innovazione?

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  • ASTER 01/07/2019
  • INFORMAZIONE

Dopo diversi mesi di negoziazione, il 17 aprile 2019 il Parlamento europeo ha approvato ufficialmente l’accordo su Horizon Europe, il prossimo Programma Quadro europeo di Ricerca e Innovazione per il periodo 2021-2027. In particolare, il Parlamento ha approvato il testo legislativo consolidato che definisce alcuni aspetti importanti del nuovo programma (come ad esempio gli obiettivi, la struttura in pilastri, le regole di partecipazione, i cluster tematici, le missioni e i partenariati), ma che non comprende altri punti trasversali (come ad esempio il budget, eventuali sinergie con altri programmi europei, le regole di partecipazione di paesi terzi) che saranno oggetto dell’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27.

L’approvazione di una base legislativa è comunque un punto di svolta importante per il futuro delle ricerca e innovazione europea, in quanto ha permesso alla Commissione europea di avviare il processo di pianificazione strategica (Strategic Planning) che porterà, alla definizione del piano strategico (Strategic Plan) di Horizon Europe contenente, tra le altre cose, i programmi di lavoro (Work Programme), contenenti i primi bandi di finanziamento.

Il piano strategico
L’output finale del processo di pianificazione strategica sarà dunque un documento condiviso (Horizon Europe Strategic Plan 2021-2024) che identificherà le principali priorità politiche dei primi quattro anni del nuovo programma, delineando al contempo alcuni aspetti di Horizon Europe ancora in sospeso, tra cui ad esempio il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET - Key Enambling Technologies), la diffusione e lo sfruttamento dei risultati dei progetti finanziati o le sinergie con altri programmi dell’Unione europea. La parte più importante del documento è però rappresentata principalmente da quattro elementi:

  • le priorità per il sostegno alle attività di ricerca e innovazione (ovvero i programmi di lavoro tematici)
  • le missioni
  • i partenariati europei
  • le aree di cooperazioni internazionale

Ognuno di questi aspetti sarà oggetto di discussione all’interno del Comitato di Programma di Horizon Europe (tecnicamente si parla di un comitato shadow, ovvero ombra, in quanto il comitato vero e proprio si potrebbe riunire solo una volta ufficialmente approvato il programma), formalmente convocato dalla Commissione a inizio maggio per avviare il processo di pianificazione strategica.


La pianificazione strategica di Horizon Europe
Il processo avviato prevede la partecipazione di diversi attori: gli Stati Membri, coinvolti all’interno del Comitato di Programma; gli stakeholders interessati, chiamati a esprimere la propria opinione tramite delle consultazioni pubbliche; e le Istituzioni europee (Consiglio e Parlamento europeo), che verranno chiamate ad approvare il piano strategico.
Dall’approvazione del testo legislativo il processo è quindi iniziato spedito, con gli Stati Membri già attivamente coinvolti all’interno del Comitato di Programma. Il Comitato si è infatti già riunito più volte, con la Commissione che ha presentato ai delegati degli Stati Membri i primi orientamenti del piano strategico e una road map da seguire. Il percorso delineato prevede una consultazione aperta (pubblicata ufficialmente il 28 giugno, con scadenza 8 settembre) i cui risultati verranno discussi insieme agli stakeholders interessati durante gli European Research and Innovation Days di settembre. In tal modo, la Commissione avrà il tempo necessario per lavorare e, per la fine del 2019, sottoporre al Comitato di Programma una versione definitiva del documento da approvare.


Parallelamente, la Commissione ha inoltre avviato alcune iniziative specifiche, come ad esempio l’istituzione tramite un avviso pubblico dei Mission Boards, gruppi di esperti che aiuteranno la Commissione nella definizione delle priorità e degli obiettivi delle future Missioni di Horizon Europe. Complessivamente ci saranno cinque Mission Boards, ciascuno composto da massimo 15 esperti indipendenti, e uno per ciascuna delle seguenti aree:

  • Adaptation to climate change including societal transformation;
  • Cancer;
  • Healthy oceans, seas, coastal and inland waters;
  • Climate-neutral and smart cities;
  • Soil health and food.

L’avviso pubblico per i Mission Boards si è chiuso l’11 giugno scorso e l’esito della selezione è atteso entro l’estate, con l’obiettivo di farli riunire per la prima volta a inizio settembre. Il primo compito dei Mission Boards sarà quello di identificare e progettare, in consultazione con stakeholder e cittadini, una o più missioni specifiche per ciascuna delle aree di missione. Le Missioni, una delle grandi novità di Horizon Europe, dovranno essere iniziative di alto profilo molto ambiziose con lo scopo di trovare soluzioni ad alcune delle principali sfide che si trovano ad affrontare i cittadini europei.

Altra iniziativa specifica è quella dedicata alla definizione dei nuovi partenariati europei dedicati a ricerca e innovazione. Il processo avviato all’interno del Comitato di Programma prevede infatti la revisione e la razionalizzazione degli attuali partenariati esistenti, con la Commissione europea intenzionata a snellire il numero dei partenariati per migliorarne l’impatto e l’efficacia. La Commissione, nella proposta legislativa di Horizon Europe distingue tre nuove tipologie di partenariati europei:

  • Co-founded partnerships con una unione di diverse fonti di finanziamento pubbliche europee e nazionali e/o di altro genere (le attuali ERA-NETs, EJP, FET Flagships)
  • Co-programmed partnerships tra Unione Europea, Stati membri/Paesi associati, e/o altri stakeholders, basate su Memorandum of Understanding o accordi contrattuali con i partner (gli attuali cPPP)
  • Instituzionalised partnerships (basate sugli Art.185 o 187 del TFUE, e sul regolamento EIT per le KIC).

A maggio la Commissione ha quindi lanciato una consultazione tra gli Stati Membri su una proposta che prevedeva 44 possibili partenariati europei, al fine di garantire la loro partecipazione alla definizione di priorità e obiettivi delle nuove partnership. I feedback forniti da 30 Paesi (Islanda e Norvegia e tutti gli Stati membri) sono stati analizzati dalla Commissione e riassunti in un report (European Partnerships under Horizon Europe: results of the structured consultation of Member States) che è stato discusso durante l’incontro dello Shadow Strategic Programme Committee del 27 e 28 giugno 2019. Il documento sarà la base del lavoro di preparazione delle nuove partnership che porterà, secondo i piani della Commissione, ad un consolidamento del ventaglio di candidature per i nuovi partenariati europei. 

Articolo a cura della redazione FIRST

Quadro di finanziamento
  • HorizonEU : Horizon Europe - il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione
Area di interesse
  • Unione Europea